A Londra vince la voglia di Europa: i conservatori ai minimi storici
Gli inglesi hanno scelto la voglia di Europa punendo la scelta dei conservatori di attuare la Brexit. Il Regno Unito sceglie i laburisti e manda un chiaro messaggio: c’è voglia di rientrare. Il Labour ottiene una maggioranza assoluta ampia e Keir Starmer sarà il prossimo primo ministro. Per i Tory e l’attuale premier Rishi Sunak è una bocciatura senza appello. Dopo 14 anni il Regno Unito volta pagina.
Una proiezione della Bbc, sulla base dei risultati reali che stanno affluendo, rivede le previsioni degli exit poll sull’assegnazione dei seggi nell’ambito delle elezioni britanniche. La maggioranza laburista viene ridotta nelle aspettative da 410 a 405 seggi, mentre ai conservatori di Rishi Sunak vengono attribuiti ora 154 possibili deputati (invece dei 131 previsti dagli exti poll). Sarebbe il minimo storico, peggio dei 156 del 1906.
Il balzo dei liberaldemocratici viene pure lievemente ridimensionato, da 61 a 54 seggi previsti, mentre alla destra populista di Reform UK vengono accreditati 4 seggi certi invece di 13. In termini di voto proporzionale Reform tuttavia sembra sfondare, stando a queste proiezioni indicative, con quasi il doppio dei voti dei LibDem e pochi punti di svantaggio dai Tory.
Secondo John Curtice la valanga di seggi attribuita al Labour non corrisponde in ogni caso ad un’analoga valanga di suffragi, che risultano aumentare in effetti di poco rispetto alla disfatta del 2019 e rimanere sotto il risultato ottenuto sotto la leadership radicale di Jeremy Corbyn nel 2017. Per il sondaggista Curtice questa elezione – ha detto – a dispetto delle dimensioni della super maggioranza pronosticata in Parlamento al partito di Starmer – “è stata persa più dai conservatori che non vinta dai laburisti”.
