Perugia al ballottaggio: chi vince prende 19 consiglieri, ecco il possibile consiglio comunale

duomo Perugia ph comune

Una delle sfide più attese insieme a quella per Firenze e Bari. Anche a Perugia come negli altri due capoluoghi di Regione sarà necessario il ballottaggio. Ma se a Firenze e a Bari l’esito sembra già scritto con il centrosinistra in nettissimo vantaggio, nel cuore verde dell’Italia la sfida è più che mai aperta. Da un lato il campo largo e dall’altro il centrodestra che 10 anni fa si è imposto in un “feudo rosso”. L’esito di Perugia inciderà parecchio anche sulle imminenti regionali umbre in programma in autunno.

Gli elettori perugini saranno chiamati di nuovo alle urne il 23 e 24 giugno (dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì). C’è una certezza: Perugia avrà un sindaco donna. La sfida infatti è tra Vittoria Ferdinandi del campo largo e Margherita Scoccia dei conservatori. Il centrosinistra ha solo 598 voti di vantaggio sul centrodestra (40.922 a 40.324, il 49,01% contro il 48,29%).

Monni, Baiocco e Caponi (2.254 voti complessivi) potrebbero dare un aiuto al centrosinistra ma gli apparentamenti non sembrano all’orizzonte. Il peso percentuale dei candidati rimasti fuori dal ballottaggio non è così rilevante da optare per un apparentamento. La sfida per le due donne leader di Perugia sarà riportare gli elettori al voto, compito più difficile dal momento che i giochi per il consiglio comunale sono quasi fatti e si è ridotto il numero di coloro che sono in bilico per un posto da consigliere.

Chi vince prende 19 consiglieri, il 60% dell’assemblea grazie al premio concesso della legge elettorale, chi perde ne ottiene 13. Se a prevalere dovesse essere la Ferdinandi, i 19 di maggioranza dovrebbero essere divisi tra Pd 7, Anima Perugia 3, 2 ciascuno a Pensa Perugia, Movimento 5 Stelle, Orchestra per la Vittoria e Alleanza Verdi Sinistra e 1 a Perugia per la Sanità Pubblica. Mentre i 13 di opposizione sarebbero 6 a Fratelli d’Italia, 3 a Forza Italia, 2 a Perugia Civica e uno ciascuno a Progetto Perugia e Lega.

Se a prevalere dovesse essere la Scoccia i 19 di maggioranza andrebbero divisi così: 8 a Fratelli d’Italia, 4 a Forza Italia, 3 a Perugia Civica e 2 ciascuno a Progetto Perugia e Lega per la maggioranza. 5 PD, 2 Anima Perugia e Pensa Perugia e 1 ciascuno a Movimento 5 Stelle, Orchestra per la Vittoria, Alleanza Verdi e Sinistra italiana e Perugia per la Sanità Pubblica per le opposizioni.

Chi sarebbero gli eventuali eletti?

Per il Pd (19,19%) sarebbero in consiglio Spera (1015), Ermenegildi di Zurlo (712), Zuccherini (676), Ranfa (639), Pasquino (605), con Pacciotti (584) e Pannacci (552) che entrerebbero solo in caso di vittoria. Per Fratelli d’Italia (18,86%) entrano Giambartolomei (1.074), Mencaglia (859), Volpi (661), Pastorelli (611), Ercolani (502) e Fruganti (476), con Renda (472) e Nannarone (433) in consiglio solo con Scoccia sindaco.

Per Fare Perugia-Forza Italia-PPE (11,59%) entrano Gentili (951), Peltristo (832) e Tuteri (667). Lupetelli (653) se Scoccia vince il ballottaggio. Perugia Civica (9,27%) ne elegge due o tre seconda dell’esito del ballottaggio e sarebbero Arcudi (1.063), Calzoni (371) ed eventualmente Gatti (358).

Bene anche la lista civica Anima Perugia (8,48%), che ne elegge due o tre in base a chi vince il ballottaggio. Nello specifico Vescovi (656), Grohmann (608) e Tanci (464). Pensa Perugia con il suo 5,86% ne dovrebbe eleggere due in ogni caso, e sarebbero Mazzanti (459) e Carini (242).

Variano da 1 a 2, in base all’esito del ballottaggio tra Ferdinandi e Scoccia, i dati di Movimento 5 Stelle (4,13%), Progetto Perugia (4,1%), Orchestra per la Vittoria (3,89%), Lega (3,72%) e Alleanza Verdi e Sinistra Italiana (3,5%) che manderebbero in consiglio rispettivamente Tizi (339) e Donato (203), Varasano (778) e Cicchi (749), Croce (424) e Maddoli (419), Merli (528) e Mattioni (363), Falistocco (354) e Spilla (328). L’eletto di Perugia per la Sanità Pubblica sarà in ogni caso con 222 preferenze Fabrizio Ferranti.