Puigdemont alza la posta con i socialisti spagnoli

elezioni - Foto di Ulrike Leone da Pixabay

Se i socialisti vogliono governare devono scendere a patti con i partiti indipendentisti catalani (uniti per la Catalogna (Junts) di Carles Puigdemont e la sinistra repubblicana catalana (Erc). I catalani chiedono in cambio del loro appoggio al partito socialista (Psoe) di negoziare “subito” una legge di amnistia. Il partito di Puigdemont avverte che vuole “un rapporto alla pari con lo Stato” e che “non cederà di un millimetro sulle sue richieste”, scrive il quotidiano El Pais facendo il punto sulle difficili trattative che, a oltre due mesi dalle consultazioni elettorali, non hanno ancora dato a Madrid un nuovo governo. Solo questo provvedimento permetterebbe a Pedro Sanchez di ottenere una sua seconda investitura.

Intanto tempo quasi scaduto per il popolare Alberto Nunez Feijòo, leader del partito vincitore alle elezioni del 23 luglio, incaricato il mese scorso da Re Felipe VI a tentare di formare un governo. Feijoo è chiamato a presentarsi con una maggioranza di fronte alla Moncloa, il 26 e il 27 settembre, ma i suoi tentativi per recuperare i numeri tra le varie forze politiche e varare un governo non hanno dato esito. Dall’altra parte il premier uscente, Pedro Sanchez, che dispone di 122 seggi (contro i 136 dei popolari), promettendo l’amnistia per i reati di malversazione contro lo Stato e il diritto all’autodeterminazione per i catalani, se Feijòo fallisse, avrebbe più opportunità di tornare al governo.

In un messaggio diretto inviato al Psoe, Erc e Junts hanno ribadito che l’approvazione di una legge di amnistia è un prerequisito per sostenere l’investitura di Pedro Sanchez e, quindi, senza questa legge “non può esserci dialogo su un piano di parità tra “Catalogna e Spagna”. “Il passare del tempo non risolverà i problemi, e questo vale per la lingua catalana (in riferimento al suo uso nel Congresso e nelle istituzioni dell’Ue) e per l’amnistia”, ha osservato il leader di Junts nel Congresso, Miriam Nogueras, mentre gli esponenti di Erc, hanno chiesto di evitare “negoziati dell’ultimo minuto”.

Entrambi i partiti chiedono l’amnistia. Per Junts quest’ultima è una condizione ‘sine qua non’, mentre Erc si è mostrata disposta ad accettare un “impegno firmato” dal Psoe a promuovere la legge, senza pretendere che venga approvata prima di garantire il proprio sostegno all’investitura di Pedro Sanchez.