Pisa. Il sindaco Conti sottoscrive l’appello di Coldiretti contro il cibo sintetico

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Il sindaco di Pisa Michele Conti, ha sottoscritto venerdì mattina la petizione contro il cibo prodotto sintetico promossa da Coldiretti per chiedere una legge che ne vieti la produzione e commercializzazione. Era presente Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana e di Coldiretti Pisa. «Condivido in pieno, e sottoscrivo con convinzione – ha detto il Sindaco -, l’appello lanciato da Coldiretti per contrastare il tentativo di grandi multinazionali di imporre sulle nostre tavole cibi sintetici, provenienti da processi di laboratorio che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura che conosciamo. Nel mondo siamo ormai diventati 8 miliardi e uno dei temi di grande attualità è quello di sfamare intere aree del pianeta prive del sostentamento primario. Ma non è certo con azzardi contro natura che si possono risolvere i problemi. Anche perché è dimostrato che i grandi investimenti delle multinazionali nel cosiddetto “cibo Frankenstein” sono più orientati a fare grandi guadagni nel primo mondo che non ad aiutare le popolazione del terzo mondo. Non c’è, dunque, nessuna ragione umanitaria a muovere certe operazioni bensì la ricerca di speculazioni e di vantaggi monopolistici».

«Pertanto è da sostenere la posizione di Coldiretti, degli agricoltori e degli ambientalisti per una battaglia culturale che ponga fine a questa pericolosa deriva che può distruggere una volta per tutte il sistema della filiera del cibo che, specie in Italia, seppure con molte difficoltà è capace di produrre lavoro, ricchezza e mantenimento dell’ambiente. Grazie al traino di alcuni settori in particolare e prodotti di filiera di eccellenza, l’agricoltura e l’agroalimentare italiano valgono 60 miliardi di euro di export; il settore è in grado di dare lavoro a migliaia di famiglie in tutto il Paese, mantenere l’ambiente nel quale operano, anche nelle zone più marginali. Evidentemente l’arrivo sulle nostre tavole di cibi prodotti in laboratorio mettere a rischio fino a distruggere questa ricchezza, frutto di secoli di cultura e tradizione. Si tratta, pertanto, di una battaglia di civiltà, che l’Italia anche grazie alla iniziativa di Coldiretti deve portare avanti a livello comunitario prima che siano a rischio in modo irreversibile l’intera filiera del cibo Made in Italy».