Guida per principianti per la Route 66: consigli, tappe e attrazioni

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Probabilmente la strada pù iconica e conosciuta d’America, la Route 66 caratterizza da sempre il sogno per antonomasia per i viaggiatori, un percorso ricco di bellezze e di magici scenari. Come molti sapranno, la Route 66 è detta anche Mother Road (Strada Madre) e così spesso la si trova segnalata lungo il percorso. Il percorso originario, parte da Chicago per arrivare fino a Santa Monica a Los Angeles, per un totale di 3939 km  corrispondenti a circa 2448 miglia. Durante il tragitto si oltrepassano i confini di ben  8 stati americani: Illinois , Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California. Ovviamente, per una strada di questa portata, le tappe possibili sono moltissime, a seconda di come si decide di affrontare il viaggio, anche se le fermate più gettonate rimangono quelle che ci sentiamo di consigliare. Per questo vediamo di dare una breve e concisa sintesi di quali potrebbero essere i passaggi fondamentali per farvi percorrere questa incredibile Strada nel modo più emozionante e pratico possibile.

Prima di Partire: Passaporto, bagagli e patente internazionale

Per chi non avesse ancora avuto occasione di intraprendere un viaggionegli Stati Uniti, ecco qualche semplice e pratico consiglio su come prepararsi senza rischiare di imbattersi in brutte sorprese all’arrivo.

Passaporto e visto in regola

Il passaporto in corso di valdità, unitamente al visto a fini turistici approvato costituisce probabilmente il requisito più importante nel momento in cui decidete di visitare gli Stati Uniti d’America. Come molti sapranno, il governo degli Stati Uniti richiede a tutti i cittadini stranieri, anche se solamente in visita, di possedere un visto (generalmente turistico o per motivi di lavoro) oltre che un passaporto valido e che non presenti eventuali restrizioni all’accesso in territorio americano. Purtroppo non tutti i passaporti sono uguali, ed è giusto fin da subito che sappiate che esistono restrizioni anche per cittadini europei, per esempio nel caso di segnalate attvità illecite o anche per avere precedentemente visitato paesi considerati “ostili” dal governo a stelle e strisce, quali per esempio Iran e Corea del Nord.

Bagaglio

Senza addentrarci troppo nelle caratteristiche specifiche di ogni bagaglio a seconda della compagnia aerea e del tipo di biglietto che avete intenzione di acquistare, vi basti sapere che per accedere negli Stati Uniti ci sono leggi severissime sull’importazione di prodotti dall’estero. Ecco perchè consigliamo di evitare di portare con sè alimenti, se non in minima quantità e soprattutto procurando che questi siano imballati in mdo ottimale. Stesso discorso per bevande (acoliche o meno) profumi, creme e qualsiasi altra sostanza possa finire sotto l’attento controllo del personale aeroportuale al vostro arrivo. In linea di massima, non è concesso trasportare nessun articolo che possa infrangere le leggi sul trasporto di merci e di persone da e per gli Stati Uniti d’America, raccomandiamo a questo proposito di informarsi opportunamente consultando i siti del Governo Federale e quelli della propria compagnia aerea.

Guidare negli Stati Uniti: patente internazionale

Se abbiamo intenzione di percorrere la Route 66, abbiamo preventivato fin da subito la necessità di noleggiare un veicolo al nostro arrivo. A questo punto saranno in molti a domandarsi se per guidare un’auto negli USA sia necessaria una patente locale o se esista una qualche forma di Patente Internazionale. Cerchiamo quindi di risolvere qualche dubbio. Innanzitutto, non è necessario possedere una patente di guida statunitense per guidare un veicolo negli Stati Uniti, la patente di guida conseguita in Italia o in un altro stato dell’Unione Europea è considerata un valido documento di guida (ma non di identità, mi raccomando).

Quindi in linea di massima , se ci recassimo negli States muniti di una patente di guida Europea non avremmo nulla da temere. Purtoppo dobbiamo tenere conto del fatto che il nostro documento sia comunque una patente “straniera” che quindi le autorità, a seconda del caso, potrebbero identificare con una certa difficoltà, soprattutto se la patente è stata emessa da un paese in cui la lingua inglese non sia la principale. Per questo, la nostra raccomandazione è quella di munirsi di un IDP che significa “International Driver’s Permit” e che consiste di fatto in una traduzione ufficiale dei dati e delle informazioni riportate sulla nostra patente, in modo che siano facilmente reperibili dagli agenti una volta che questi di richiederanno di sottoporvi ad un controllo. Praticamente come se si trattasse di una Patente Internazionale USA con la quale potrete circolare liberamente per gli States e compiere il vostro sogno della Route 66 senza preoccupazioni.

Arrivo negli USA: atterraggio a New York e volo interno

Per chi provviene dall’Italia, o comunque dall’Europa, la via più semplice e forse più “efficace” per visitare davvero gli Stati Uniti è concedersi una breve tappa a New York, dove del resto, atterrano la gran parte dei voli intercontinentali, soprattutto provvenienti dall’Italia. Seppure la città di New York possa costituire di per sè una location per una vacanza completa, certamente non è questa la sede in cui condividere consigli sulle bellezze e le attrazioni della Grande Mela. Se però decidete di seguire il nostro consiglio e fare scalo a New York, almeno uno o due giorni per visitarne le principali attrazioni sono raccomandati.

Una volta rifocillatisi dal viaggio, è la volta di fare tappa a Chicago, laddove la Route 66 ha inizio. La terza città più grande degli Stati Uniti ha un fascino surreale, grazie alla sua diversità culturale, alla sua architettura all’incredibile quantitià di negozi, attività e attrazioni che la rendono una brulicante via vai dalla sera alla mattina. Sicuramanete prendersi  almeno un giorno per visitare Chicaco prima di iniziare la Route 66 non sarebbe una cattiva idea.

Chicago- Springfield (Illinois)

Partendo da Chicago in direzione Ovest, si giunge a Willmington,dove si può notare la statua del Gemini Giant, un vero e proprio punto di riferimento per chi comincia la route 66. Lungo il percorso si possono ammirare incredibili murales e una volta giunti a Pontiac, visitare il celebre museo  ROUTE 66 HALL of FRAME in cui è racchiusa la storia della vera e autentica Route 66. Infatti quella che percorriamo oggi giorno risulta in realtà una strada parallela rispetto a quella originale, la quale come molti sapranno, è stata declassata e chiusa a partire dal 1985.

Springfield (Illinois) – Springfield (Missouri)

Superando Springfield, magari chiedendosi se non si tratti della città da cui ha preso il nome la patria dei Simpson, si prosegue in direzione di una nuova Springfield, questa volta non più in Illinois ma bensì in Missouri. Ecco quindi che si prosegue per la nuova Route 66 affiancando di tanto in tanto cimiteri di auto abbandonate, vecchie pompe di benzina che servivano ai viaggiatori di altri tempi e addirittura ponti in lamiera da cui si possono ammirare scorci della vecchia e iconica strada, come una sorta di belvedere da cui è possibile contemplare un panorama tra i più suggestivi e particolari degli USA.

Continuando il persorso si giunge, appunto,  in Missouri, la cui città più grande lungo il percorso è St.Louis. Qui si può contemplare il  GatewayArch e proseguire fino a giungere alla “seconda Springfield”, (negli Stati Uniti ci sono molte città che portano questo nome) oppure continuare ancora per Oklahoma City. Seguendo la via per Oklahoma City, si giunge nel territorio del Kansas, dove, passando per Galena, si può osservare la curiosa e antica stazione di servizio “cars on the route”. Gli iconici furgoncini a cui sono stati disegnati degli occhi, hanno ispirato il creatore di Cars nella ideazione dei suoi fortunati personaggi animati.

Continuando sulla Route 66 per altri venti kilometri si entra nello stato di Oklahoma, in cui si può visitare la città di Tulsa, la più grande dello stato. Dopo circa un’ora e mezza di percorso , si giunge infine ad Oklahoma City, la capitale dell’omonimo stato, famosa soprattutto per essere l’unica capitale al mondo ad avere un pozzo di petrolio sotto di essa.

Oklahoma City – Amarillo

Continuando il nostro viaggio verso Amarillo, in Texas, una tappa obbligata non può non essere Arcadia, in cui si trova la curiosissima officina di John Hargrove. Un vero e proprio appassionato della vecchia Route 66, che da anni si dedica a recuperare e restaurare cimeli che raccontano le vicende di questa iconica strada. Un vero e proprio pezzo di storia americana, direttamente on the road.

Proseguendo il tragitto è inoltre possibile visitare l’iconico Route 66 Museum a Clinton. Arrivati ad Amarillo, un’altra tappa obbligata è sicuramente il Sandhill Curiosity Shop, un’altro luogo che racchiude innumerevoli cimeli e storie della passata epoca in cui la Route 66 era una delle principale arterie dell’economia e della prosperità degli States. Una volta entrati nello stato del Texas, gli amanti della carne potranno deliziarsi al The Big Texas Steak Ranch, uno di quei posti “da film” in cui si sfidano i clienti più coraggiosi a mandare giù ben 2kgdi ottima carne texana in meno di 60 minuti,per avere il pasto (se così lo si può chiamare) gratis o in alternativa pagare un conto di 70 dollari.

Amarillo- Santa Fe

Uscendo da Amarillo,la prima attrazione in cui ci si imbatte è il Cadillac Ranch, costituito da ben 12 modelli di Cadillac piantati nel terreno, sui quali è permesso ai visitatori dipingere e cimentarsi con murales. Da qui si giunge al “Mid Point” ovvero la metà del tragitto della Route66, corrispondente con la città di Adrian, lasciandosi il Texas alle spalle si raggiuge lo stato del New Mexico fino alla città di Santa Fe.

Santa Fe- Holbrook

Continuiamo il percorso seguendo la Route 66 fino ad Albuquerque, città in cui è possibile effettuare un incredibile tour in mongolfiera o anche, per gli appassionati del genere, visitare i luoghi in cui è stata girata la pluripremiata serie “The Breaking Bad”. Lasciandoci Albuquerque alle spalle, continuiamo il tragitto verso il Petrified Forest National Park, nello stato dell’Arizona. Qui si inizia a sentire il profumo dell’avventura, dal momento che un’area che ricopre circa un terzo del parco, per oltre 200 kilometri quadrati, è considerata natura selvaggia. In questo luogo pressochè ioncontaminato, oltre ad incredibili scenari e panorami, si possono trovare specie animali autoctone come il coyote, la lince rossa e l’antilocapra americana, oltre ad un gran numero di rettili e roditori. Chiudiamo la tappa arrivando ad Holbrook, città capoluogo della contea di Navajo. Qui ci troviamo nel cuore delle terra anticamente popolata dai Nativi Americani, i quali tuttora corrispondo ad almeno un quarto della popolazione di questa cittadina dell’Arizona.

Holbrook – Las Vegas

Partendo da Holbrook si arriva al ridente paese di Seligman, tipica tappa per turisti in cerca di souvenirs. Proseguiamo in direzione Ovest, si attraversa la miniera di “Mineral Park”  una grande miniera di rame a cielo aperto situata nelle montagne del Cerbat a 14 miglia a nord-ovest di Kingman. Si tratta di una delle più grandi riserve di rame negli Stati Uniti e nel mondo, con una riserva stimata di 389 milioni di tonnellate di minerale.

Continuando il cammino si arriva infine ad una delle città più famose almondo, las Vegas! Non c’è bisogno di dire nulla che non sia già stato detto su questa metriopoli che per tutti costituisce l’emblema del divertimento, dello sfarzo e dell’appariscenza americana. Probabilmente non tutti gli avventurieri che si cimentano in un viaggio on the road sono affascinati da Las Vegas quanto potrebbero esserlo gli appasionati del gioco d’azzardo o gli amanti della vita notturna. Detto questo, crediamo che già che abbiamo fatto tanta strada per arrivarci, forse una visita, almeno alle attrazioni principali, anche la Città del peccato per antonomasia la merita.

 Las Vegas – Santa Monica (Los Angeles)

Una volta lasciate le luci di Las Vegas si prosegue per lo stato che suggella la fine di questa grande impresa, eccoci finalmente in California! Passando per la famosa città fantasma di Calico, vecchio centro minerario abbandonato,  arriviamo all’ Elmer’s Bottle Tree Ranch. Anche se il caro Elmer’s ci ha lasciati da alcuni anni, rimane la location da lui ideata grazie a migliaia di bottiglie messe a testa in giù in modo da creare un vero e proprio “bosco di alberi di bottiglie”, una apprezzatissima attrazione locale. Si raccomanda di lasciare una mancia per aiutare chi si occupa di mantenere questo luogo magico.

Eccoci infine approdare a Santa Monica, la famossima spiaggia dove si conclude la nostra Route 66. Un viaggio pieno di emozioni e di esperienze che sicuramente anche chi sta leggendo queste righe non vede l’ora di intraprendere. Per questo vi raccomandiamo di seguire i nostri consigli e per quanto possibile di programmare il vostro viaggio in modo da non avere troppi pensieri per la testa mentre siete in vacanza.

Los Angeles e Ritorno

Una volta arrivati a Los Angeles, non ci resta che goderci le sue attrazioni e iniziare, ahinoi, a pensare al ritorno. Tenendo conto che in pochi saranno coloro che decideranno di ripercorrere l’intera larghezza degli Stati Uniti in auto nel senso inverso, supponiamo che la via migliore per tornare in Italia sia un volo interno, magari sempre per New York e poi un’altro che ci riporti finalmente a casa.

Anche in questo caso, ovviamente, sono validi i consigli forniti per il viaggio di andata, soprattutto riguardo il passaporto e la durata del visto concesso a fini turistici, che vi potrebbe essere chiesto durante i controlli. Inoltre, non esagerate con i souvenirs, soprattutto se siete vincolati a regole di dimensioni dei bagagli o se avete intenzioni di portare con voi articoli per la cui autorizzazione non siete completamente sicuri. Anche in questo caso vi raccomandiamo di informarvi opportunamente consultando la compagnia aerea presso la quale si ha acquistato il biglietto.