Da sinistra la macchina del fanfo contro la Meloni ma il Pd è senza alleato

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L’incubo dei grillocomunisti si è materializzato: le elezioni. Si vota il 25 settembre e il centrodestra meloniano è in netto vantaggio. Il Pd rimette in moto la macchina del fango contro Giorgia Meloni nel tentativo di delegittimare il possibile nuovo premier. Intanto però Letta è senza alleati.

“Si è compiuto un suicidio collettivo della politica italiana” facendo cadere Draghi. Così Enrico Letta, a Mezz’ora in più, ancora in “lacrime” per avere perso l’opportunità di deprimere il Paese a suon di restrizioni e terrore. Il segretario del Pd è rimasto senza alleato. La rottura dai 5 Stelle “in queste elezioni è irreversibile, lo abbiamo detto, lo avevo detto prima”. “Avevo detto a Conte se prendete una decisione di questo tipo questa sarà la conseguenza e siamo lineari con questa scelta”.

Intanto l’ex forzista Brunetta guarda ad “un’Unione e un rassemblement repubblicano per tutti quelli che hanno sostenuto l’agenda Draghi” con un programma comune che guardi all’Europa e al Pnrr. Tra i nomi di questo rassemblement Annunziata cita Toti, Renzi, Calenda e Brunetta.

All’ex alleato replica “l’avvocato”. ‘Il Pd è arrogante. I progressisti siamo noi” dichiara alla Stampa Giuseppe Conte, secondo cui sulla fine del governo Draghi c’è una diffusa ipocrisia e “si prova a scaricare la colpa sul M5s, che ha solo chiesto di risolvere alcune criticità”.

Intanto la Meloni è sotto attacco. “Con la campagna elettorale è ripartita, puntuale come sempre, la macchina del fango contro me e Fratelli d’Italia. Aspettatevi di tutto in queste settimane, perché sono consapevoli dell’imminente sconfitta e useranno ogni mezzo per tentare di fermarci. Se ci riusciranno o no, quello dipenderà da voi”. Lo scrive su Facebook la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

“Il Centrodestra sarà unito, a differenza di una sinistra divisa e litigiosa. Chi governerà lo sceglieranno gli Italiani con i loro voti, chi ne prenderà di più indicherà il premier, come è giusto che sia”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini ad Affaritaliani.it. Con Silvio Berlusconi “non abbiamo parlato di incarichi, ma solo di programmi, con la sicurezza, il blocco degli sbarchi clandestini e la rottamazione di milioni di cartelle di Equitalia come priorità”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini ad Affaritaliani.it rispondendo a una domanda sull’ipotesi Berlusconi presidente del Senato. “Con tutto quello che ha fatto in Italia e nel mondo, può aspirare legittimamente a qualsiasi incarico, ma non ne abbiamo mai parlato”. E infine: “P.S. Draghi è stato abbandonato da 5Stelle e PD, non da altri”.