Marketing online: come salvare i carrelli abbandonati

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I tassi di abbandono del carrello nell’e-commerce sono piuttosto elevati. Secondo una ricerca di Sale Cycle, datata 2021, gli utenti che non concludono l’acquisto al momento di pagare sono in media l’81 per cento e oltre, di cui oltre l’84 per cento nel comparto abbigliamento, oltre l’87 per cento nel settore travel e ben il 75,5 per cento per quanto riguarda i servizi.

I motivi che spingono l’acquirente a sospendere la compravendita sul più bello sono svariati: prima di tutti i costi di spedizione troppo alti, ma anche l’obbligo di registrazione alla piattaforma e poche informazioni sui resi, la mancanza di metodi di pagamento sicuri e, soprattutto, l’assenza di promozioni e sconti. Il tutto insieme alle funzionalità della piattaforma, come la mancata integrazione con i sistemi mobile o i problemi di caricamento.

Ecco, dunque, alcuni consigli utili per aiutare le aziende a salvaguardare i carrelli e, dunque, le vendite e la sottoscrizione di servizi, al fine di rendere al cliente un’esperienza di acquisto ottimale, che magari lo inviti anche a tornare.

Promozioni e sconti

Se si mantengono inalterati i costi di spedizione, che sono comunque onerosi per le stesse imprese – causa dazi e tasse elevati, la leva delle promozioni e degli sconti è sempre efficace, anche a basso investimento.

Ecco alcuni esempi utili far tornare il cliente sui propri passi, forte di nuovi vantaggi:

Sconti e coupon. Gli sconti, i codici sconto e i coupon, da riscattare anche in negozio, sono sempre un forte invito all’acquisto. Le aziende che vendono prodotti generici, di alimentari, igiene o cosmetica, possono inviare una mail personalizzata al cliente, o un messaggio in-app, per offrire un “tre per due” o un quantitativo extra, ad esempio. Chi vende beni di valore più elevato, magari di elettronica o gioielleria, può invece, sempre rivolgendosi per nome all’utente, proporre un esclusivo coupon sconto “riservato” e personalizzato.

Prove gratuite dei servizi E le aziende di servizi, che non vendono prodotti fisici? Anche in questo caso, le soluzioni possono essere svariate, ma la prova gratis è sicuramente quella più gradita dagli utenti. Esempi di prove gratuite possono essere quelle “a tempo” dei pacchetti delle tv e canali in streaming, come possono essere i bonus casino senza deposito delle principali piattaforme legali di gioco a distanza, che rilasciano credito gratis per testare il palinsesto senza dover aprire un conto di gioco. Gratis, però, si può provare anche un videogame in uscita, sempre con un limite di tempo: se l’esperienza è stata buona, il giocatore potrà finalmente acquistarlo, senza sorprese, facendo click sul download e sul carrello.

Invio di campioni e omaggi prova La prova gratuita di un prodotto è sempre vista di buon occhio da un consumatore indeciso, a fronte di un’offerta vasta. L’invio a casa di un campione omaggio di un detersivo, di un integratore alimentare, di un nuovo tipo di pasta, ad esempio, fa sentire il cliente coccolato, infonde fiducia nel brand e, qualora il consumatore sia soddisfatto, la certezza che il carrello al successivo acquisto sarà salvo. Certo, non tutte le aziende, come fa il gigante Amazon, possono permettersi l’invio di abiti gratis in prova – l’opzione Amazon Prime Wardrobe – ma comunque l’acquirente apprezzerà anche il piccolo gesto di attenzione e trasparenza.

Spedizioni gratis

Quando un utente sceglie di acquistare un prodotto, incentivato da uno sconto sul sito o su un portale di e-commerce, o magari da un banner allettante, molto spesso, alla conferma della transazione, si trova di fronte a un prezzo maggiorato dalle spese di spedizione, che talvolta sono anche più alte della merce stessa.

Secondo le ricerche, più del 23 per cento dei consumatori digitali riporta questo problema. La soluzione è piuttosto intuitiva: inviare al cliente una mail con l’invito a tornare, e linkare a una promozione che includa le spese gratis, può salvare la situazione. Un’azienda di cosmetica può garantire l’invio gratuito della merce se si raggiunge un tetto di spesa con l’adesione a una promo, magari aggiungendo in offerta al carrello lo shampoo insieme al balsamo di quella linea. Ogni singolo comparto ha la propria soluzione, ma è necessario ridurre i costi aziendali, tagliando le spese extra. Inoltre, meglio sempre indicare i costi in modo chiaro, in anticipo: la trasparenza paga sempre, nell’e-commerce.

Piattaforma ottimizzata e check-out              

La presenza di una piattaforma intuitiva, veloce e senza inghippi tecnici è fondamentale perché l’acquisto vada a buon fine. Più del 20 per cento dei clienti di e-commerce dichiara infatti di avere avuto esperienze di compravendita non portate a termine per problemi di caricamento, di visualizzazione dei prodotti, oppure per difficoltà ad accedere tramite il proprio smartphone.

Ecco, dunque, quali sono le tecniche di ottimizzazione della piattaforma o del sito più funzionali ai fini della salvaguardia dei carrelli:

  • rendere il sito mobile-friendly, in poche parole navigabile anche da dispositivi mobili che possono avere una dimensione diversa. In questo modo tutte le informazioni e, soprattutto, le schede tecniche dei prodotti, risulteranno chiare, complete, e senza sorprese
  • utilizzare bottoni per i pagamenti ben visibili nei colori e nelle dimensioni, sia dal desktop che dallo smartphone
  • migliorare l’esperienza del checkout, ovvero la fase finale della transazione, evitando di inserire link “di distrazione” verso altre pagine del sito, offrendo con chiarezza i metodi di pagamento più sicuri e permettendo agli utenti di pensarci su e di salvare i propri carrelli nello storico (magari ricordare, ogni tanto, con una mail personalizzata, l’avvenuto salvataggio). Anche se l’e-commerce si basa sulla velocità, nessuno vuole comunque essere costretto a tornare.
  • Ma, se le promo e le condizioni sono vantaggiose, probabilmente il cliente tornerà.