Vincenzo Peparello: Consumo dei prodotti tipici e tradizionali della Tuscia delle festività pasquali

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 Confesercenti Viterbo:

Consumo dei prodotti tipici e tradizionali  delle festività pasquali’.

VINCENZO PEPARELLO:  “Dopo due anni di pasti casalinghi, il bel tempo previsto per le festività pasquali invoglia alle gite e alla scoperta dei sapori tradizionali e dei prodotti tipici della Tuscia”.

VITERBO –  “La filiera turistica commerciale e agroalimentare è pronta a fidelizzare i tanti turisti, nella stragrande maggioranza italiani ed anche un po’ europei, previsti in tutte le località di mare, dei laghi, e nelle città d’arte e borghi storici della Tuscia. Dopo due anni di consumi e pasti casalinghi tornano a primeggiare i pasti consumati fuori casa.

Una Pasquetta all’insegna del bel tempo invoglierà anche gli italiani alle prime gite e ai weekend al mare, al lago e nelle località interne al di fuori della propria residenza, anche se di breve raggio. Questo comporterà un rallentamento della spesa domestica a favore dei consumi fuori casa e della ristorazione. Le aspettative si indirizzano un po’ in tutti i reparti specializzati della ristorazione (macellerie, salumerie, pescherie, forni e frutterie).

In presenza di una Pasqua e di un tempo atmosferico propizio anche nelle successive festività del 25 Aprile e del 1° Maggio si presumono consumi concentrati e rivolti all’organizzazione degli eventi negli ultimi giorni.

Si prevede un pranzo magari più leggero e primaverile ma rigoroso delle migliori tradizioni del territorio della Tuscia. I nostri asparagi, i carciofi, le patate novelle, oltre alle insalate, faranno da contorno a piatti a base di carni ovine, suine e bovine e di pascoli viterbesi e della Maremma laziale. Si prediligeranno anche piatti a base di pesce e di carni alternative e bianche come ad esempio l’arrotolato di tacchino, coniglio farcito a porchetta con finocchietto selvatico e roast beef.

Non mancherà la tradizionale corallina: il salame pasquale mantiene alto il suo appeal e il suo trend di consumo. Anche il capocollo, il lombetto e i formaggi pecorini segnalano una vera crescita soprattutto in qualità grazie ai nostri produttori, allevatori e maestri casari.

Sul fronte dei consumi dei dolci della ricorrenza si prevede addirittura un ritorno sulla performance di vendita del 2019 dopo due anni di fermo nel settore della ristorazione e delle forniture. Colombe e uova di cioccolato della migliore tradizione artigianale locale non mancheranno così come le tradizionali pizze pasquali, la pizza al formaggio e diversi dolci delle festività di Pasqua ma anche dolci con decorazioni originali e dediche. Ormai sono tante le pasticcerie e i forni specializzati nella produzione di prodotti della tradizione nelle diverse occasioni di festa, durante tutto l’arco dell’anno.

Inoltre non vanno trascurati i consumi degli olii di extravergine di oliva, dei formaggi e dei salumi e di tutte le produzioni DOP, DOC, IGT e delle eccellenze enologiche locali utilizzate per gli abbinamenti di pranzi e di cene.

Infine – conclude Vincenzo Peparello –  un invito propositivo a consumatori, turisti e residenti ad orientare la propria spesa sui prodotti di eccellenza del nostro territorio anche a difesa del made in Italy ancora poco tutelato a livello nazionale e internazionale. Un invito a sollecitare una ripresa economica post Covid sempre più legata alle nostre produzioni agro alimentari; una ricaduta e una ripresa positiva sull’attuale forza lavorativa ma soprattutto per un ricambio generazionale in termini di occupazione giovanile.

Annunciamo infine che, con la riapertura e il ritorno alla normalità, ripartiamo anche noi con la nostra ‘Guida enogastronomica’ e il “Tour enogastronomico della Tuscia” anche in versione web”.

 

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