Come petali di rose

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Di Vincenzo Calafiore

08 Marzo 2022 Udine

 

FESTA DELLA DONNA

 

La cosa che più mi piace dirti ogni giorno, e al mattino, è quel mio : ti amo!

Non è detto tanto per dire qualcosa, lo dico perché è in me, mi appartiene e a te lo dono.

E’ un dono prezioso, non è da sciupare o recepirlo con abitudine, perché ogni giorno è diverso, segue l’emozione che il cuore in quel momento suggerisce,vive.

Vedi?

Io sono come una rosa dentro un vaso, che pian piano perde i suoi petali; sono in direttiva di arrivo del mio finale, quando calerà definitivamente il sipario.

Questo è una certezza assoluta, ma lo voglio vivere fino in fondo, sempre con quel mio pensiero fisso: Vivere.

Non ho tanto tempo amore per me, non mi posso permettere di sprecarne neanche un solo secondo, ecco perché voglio amarti ora e non domani, non più avanti, ma adesso, amarti e annusarti come si fa con un fiore, che solo a tenerlo tra le dita è già primavera, è vita.

Tu non puoi capire il mio affanno del rincorrere gli anni, contarli come monete e man mano accorgersi che sono sempre meno, non capirai l’amore che ho per ogni anno che va a sedimentarsi nella polvere, l’amore che ho e potrei ancora dare.

Ecco da dove giunge quel mio – ti amo – !

Dovresti vedermi  di notte, con la mia barca dei sogni e rete da pesca in cerca di sogni, in cerca di te! A volte la lampara si spegne e vago in un vuoto assoluto … a volte è la luna a guidarmi, a volte il tuo richiamo, il richiamo delle tue labbra, delle tue mani …..  il tuo profumo di zagara, a guidarmi in quel buio pesto come il catrame.

All’improvviso la barca ha un sussulto, una scossa che l’attraversa tutta nella carena, tutto è rovesciato, i ricordi, le immaginazioni sono dei fantasmi che si aggirano nella mia mente, si materializzano fino a divenire delle vere presenze, con cui parlare.

E’ notte affamata d’amore, buona per navigare sotto quel taglio di luna che la illumina, si vedono i profili di volti amici e questa è una grande fortuna, come quella di vivere adesso in questo tempo sbandato che corre spedito lasciando posto a un futuro che potrebbe arrivare; quel darsi da fare dei pensieri miei, delle immaginazioni, fanno si che resti da solo davanti a una finestra a immaginare come sarà la mia nuova alba e mi confondo con quel bicchiere di birra cercando di copiare e disegnare l’amore; mi confondo e mi confondo con quel taglio di luna freddo come una lama lassù in un cielo lontano, distante come la mia vita.

Solo con le mie mani che non sanno più cosa sia un abbraccio, con le mie mani sospese in cima a un mondo sconosciuto,  che non sanno più cos’è l’amore.

Sai cosa c’è? E’ che sono ubriaco di questo vento lontano, un vento che mi prende la testa e la fa rotolare come un pallone nell’aria.

Ma tutto questo è già stato in un altro tempo, quando rimasi in una stazione lontana da tutto, con un biglietto in mano senza ritorno.

Vedi ora ti ho quasi raggiunta, veniamo entrambi da mani sbagliate, che ci hanno lasciati andare a morire più dei nostri sogni, più delle nostre immaginarie lontananze … io e te non siamo mai stati lontani, pur non essendoci mai incontrati, ne sfiorati con le dita.

E’ una notte senza vele, che lascia muti senza fiato, in compagnia di gente diversa, estranea, incapace di ascoltare il vento che tocca il mare, notte vissuta come una musica leggera che prende il cuore, mentre mi fa sognare una sottana tra le mani… o dirti di scoprire gli occhi per guardare il mare.

Buon “ 8 Marzo “! Ma che sappia di dignità e di amore vero, che sappia di vita, buona come un buon bicchiere di vino: Auguri Donna!