Cos’è il “Burnout”? La sindrome dei lavoratori

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Quando si parla del mondo del lavoro e delle problematiche ad esso legate, sarebbe un grave errore non affrontare il tema relativo al burnout.

Il su scritto termine inglese può essere tradotto, con un margine di errore piuttosto minimo, in italiano con le parole bruciato oppure fuso.

Si tratta di fenomeno derivante dallo stress lavorativo che, con maggiore forza e crescita costante, colpisce e travolge anche i lavoratori italiani.

Cosa si intende con il termine Burnout?

Per Burnout si intende l’insieme di sintomi derivanti da una condizione di stress tanto cronico quanto pressante e persistente associato al mondo lavorativo all’interno del quale opera il soggetto coinvolto.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto tale fenomeno come una vera e propria sindrome, un fenomeno occupazionale, derivante da uno stress cronico mal gestito. È bene, però, sottolineare che tale fenomeno non è identificato e non è paragonabile ad una malattia o condizione medica.

La sindrome in questione è caratterizzata da una serie di fenomeni riconoscibili, quali, l’affaticamento, la delusione, il logoramento e l’improduttività. Tutto ciò contribuisce a compromettere l’attività e la produttività lavorativa e professionale.

Si potrebbe affermare, pertanto, che la sindrome da Burnout altro non è che la risposta del singolo individuo ad una situazione e ad un ambiente lavorativo percepito come logorante dal punto di vista psicofisico.

Quali sono le cause della sindrome?

Prima di cercare di comprendere le cause che provocano la comparsa di questa sindrome, è opportuno specificare che il burnout è un processo multifattoriale, che riguarda sia i soggetti ed i singoli individui, che l’ambito organizzativo e professionale all’interno del quale si muovono ed agiscono.

Il Burnout, una sorta di esaurimento causato da un eccesso di stress, è causato da uno squilibrio vero e proprio tra le richieste del datore di lavoro e le reali risorse a disposizione del dipendente.

Non è sempre detto, però, che tale situazione si verifichi nel rapporto succitato. Infatti, una causa scatenante potrebbe essere, ad esempio, anche un eccesso di lavoro da svolgeree portare a termine senza aver le energie necessarie per svolgerlo ed affrontare la situazione nel migliore dei modi.

Cosa succede, quindi, quando ci si rende conto di non avere più abbastanza energie? Ed ecco, che compaiono i primi sintomi come la demotivazione, la delusione e il disinteresse per tutto quel che circonda il soggetto in difficoltà.

Come riconoscere i sintomi?

Innanzitutto, è bene considerare e tener presente che la sindrome da Burnout non si manifesta mai in maniera repentina e veloce. Anzi, se si prestasse attenzione alla comparsa dei primi sintomi si potrebbe intervenire tempestivamente evitando, quindi, il peggioramento delle prestazioni professionali e lavorative.

Il Burnout, infatti, è un graduale processo che si sviluppa nel corso del tempo.

Solitamente chi soffre di questa sindrome presenta sintomi come cefalea, mal di stomaco, stanchezza insofferenza per l’attività professionale e per i colleghi con cui il rapporto, inevitabilmente, si incrina.

Inoltre, un altro aspetto a cui prestare attenzione è legato al riposo. Infatti, molto spesso il lavoratore colpito da Burnout non recupera le forze e le energie, nonostante il riposo.

Ed ancora, il soggetto colpito prova un senso di sfinimento sia emotivo che fisico e mentale.