“Ultime voci dai fondali profondi. La maledizione del Travancore” di Pier Francesco Liguori e Francesco Bucci

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“Ultime voci dai fondali profondi. La maledizione del Travancore” di Pier Francesco Liguori e Francesco Bucci è un romanzo che parla di oscuri misteri e di sanguinose vendette; con un buon ritmo e una generosa dose di fantasia, gli autori raccontano una storia affascinante, ambientata tra Castro, Torino e Londra, spingendosi fino alle esotiche terre sul delta del Nilo.

È una vicenda che si sviluppa in diversi periodi storici: tra il 1880 e il 1909 – in cui si narra del dottor Ernesto De Vitis e della maledizione che cade sulla sua famiglia e che si protrae per generazioni, oltre che del misterioso naufragio della nave Travancore nella baia di Castro, e il 1974 – in cui il medico condotto Michele Sciacca cerca di far luce, insieme all’archeologo Eduardo Bromer, su una vicenda maledetta. È un’ingarbugliata matassa di cui lui possiede uno dei fili fondamentali per districarla: delle lettere ritrovate da un rigattiere, che sembrano essere arrivate nelle sue mani per un motivo che esula da qualunque spiegazione razionale. Assurde coincidenze o un beffardo destino?

Gli autori Liguori e Bucci presentano una storia enigmatica che lascerà col fiato sospeso, in cui tra sedute spiritiche e litanie incomprensibili si narra di manufatti egizi trafugati, di divinità furiose e di colpe da espiare; un romanzo attraversato da numerosi e ben caratterizzati personaggi – interessante è il cameo del celebre scrittore Arthur Conan Doyle – portatori di visioni differenti della vita e della morte ma accomunati da uno stesso, ineluttabile dolore.

BIOGRAFIE DEGLI AUTORI
Pier Francesco Liguori ha pubblicato due romanzi: “Il Custode delle reliquie” (2010), con uno pseudonimo, e “La stanza del Naturalista” (2012). Nel 2017 gli è stato conferito il Premio Meridiana.
Francesco Bucci ha pubblicato racconti e poesie su riviste, nonché due romanzi brevi: “Se un pomeriggio d’estate una pompa di benzina” (2010) e “I giorni perduti d’Inghilterra” (2018).