Come fare un business plan semplice ma efficace
Redigere un buon business plan è uno step essenziale per qualsiasi attività nascente. Farlo partendo da un modello di business plan già fatto è un ottimo ausilio. L’importante è ritagliarsi del tempo per mettere nero su bianco gli aspetti salienti di un nuovo progetto imprenditoriale.
Vediamo perché è importante un business plan e quali caratteristiche deve possedere un documento di business che si rispetti.
Business plan: perché è importante
Un business plan è importante da diversi punti di vista. Volendo sintetizzare, possiamo dire che un business plan è fondamentale sia da un punto di vista sostanziale che formale. Ma spieghiamo meglio.
- Formale: il business plan è spesso il documento che serve per ottenere finanziamenti, partecipare a bandi, o banalmente convincere un socio o potenziale investitore della bontà del progetto. Per questo motivo deve essere ben scritto, ma avere anche un taglio persuasivo, che metta in risalto i punti di forza della nuova impresa.
- Sostanziale: l’importanza sostanziale di un business plan consiste nel fatto che, attraverso quest’ultimo, l’imprenditore può fare mente locale su tutto quello che ruota e ruoterà intorno al suo progetto.
Molti imprenditori sottovalutano l’importanza di un business plan. La fretta di voler partire subito, tende a far bruciare le tappe che servono a porre solide fondamenta al proprio progetto. Purtroppo da questo punto di vista le statistiche parlano chiaro. In Italia circa il 50% delle nuove attività fallisce entro un anno di vita, l’80% chiude battenti entro i 5 anni.
Le caratteristiche di un business plan
Vediamo brevemente quali sono le caratteristiche di un buon business plan e che struttura dovrebbe sempre avere. Aggiungiamo che farsi aiutare da un professionista nelle fasi iniziali è sempre una scelta saggia.
- Idea di business: il punto di partenza e di arrivo di un buon business plan. Questa è la parte che deve avere un taglio più “promozionale” e che deve essere usata per ottenere finanziamenti o convincere altre persone a “salire a bordo”.
- Analisi di mercato: pensare di partire senza una previa analisi di mercato e dei competitor ivi presenti è una follia. Esiste intanto un mercato per il nostro prodotto o servizio? Se sì, quanto è grande ed affollato? Ci sono sotto-nicchie dove possiamo inserirci, perché magari scarsamente coperte?
- Descrizione prodotto/servizio: eccoci alla parte dove viene descritto, nel dettaglio, ciò che andremo a portare a mercato. Che prodotti o servizi andremo a offrire? Che iter necessitano per la produzione/distribuzione? I nostri prodotti soddisfano le esigenze del segmento di mercato individuato?
- Piano organizzativo: appurato di avere un mercato e un buon prodotto, occorre definire nel dettaglio la struttura organizzativa che ci consentirà di penetrare quel mercato e generare profitto. Forma giuridica, aspetti legali, risorse umane, corsi accessori, sono tutti aspetti che nella sezione organizzativa del business plan vanno definiti.
- Piano economico e finanziario: la parte economica è per forza di cose il cuore di un business plan. Qui si vanno a definire costi iniziali e investimenti, ma anche le previsioni di fatturato e dunque le prospettive per il nostro progetto. Sarebbe buona cosa, in questa sezione, provare pure a definire uno scenario ottimistico e uno pessimistico.
- Piano marketing: concludiamo con il piano marketing, che ovviamente non ha minore importanza rispetto a tutti gli altri punti. Possiamo pure avere un prodotto vincente e un’organizzazione infallibile, ma se gli utenti finali non lo sanno è tutta fatica sprecata. Il piano marketing ci consente di definire i modi e i mezzi attraverso i quali raggiungeremo gli utenti target del nostro prodotto o servizio.
