L’affascinante storia del casinò più antico del mondo: quello di Venezia

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Forse non tutti sanno che in Italia ha sede il più antico tempio dedicato al gioco d’azzardo del mondo: si tratta del casinò di Venezia, che ha visto nascere la sua imponente storia nel 1638. Ebbene sì, molto prima dei grattacieli e dei palazzi giganteschi dedicati alle sfide alla dea bendata di tutto il mondo, da Las Vegas a Macao, da Abu Dhabi ad Atlantic City, Venezia aveva iniziato a dire la sua in questo regno di brivido e adrenalina. In questo articolo vi spiegheremo di più su questo splendido casino in Italia. LE ORIGINI DI UN MITO CHE NON TRAMONTA Fondato nel 1638 come un’impresa di gioco privata, per lo più accessibile a giocatori aristocratici e cittadini con una larga disponibilità economica, il casinò di Venezia era teoricamente aperto al pubblico, ma il rigoroso codice di abbigliamento lo rendeva aperto a pochi. Solo coloro i quali indossavano cappelli e maschere a tre punte potevano avvicinarsi ai suoi rinomati tavoli, la qual regola lo rendeva decisamente impossibile per coloro i quali non potevano permettersi un tale acquisto. Pensate che sono molti i nomi illustri che hanno messo piede in questo luogo meraviglioso e riccho di fascino, da giacomo Casanova a Lorenzo Da Ponte, fino a Jean-Jacques Rousseau. Notevole è una notizia: il gioco d’azzardo, prima dell’apertura di questo casinò, era illegale. Certo, le autorità poco potevano per contrastare il fenomeno, che comunque fu liberalizzato, appunto, successivamente all’apertura di questo “tempio”: ovviamente i vantaggi erano quelli di poter tassare e regolamentare lo scambio di danaro al suo interno, vantaggio non secondario per le casse di una città. I tempi felici e facili per il casinò della città sull’acqua, però, non durarono a lungo: la decisione del Gran Consiglio (e di giorgio Pisani in particolare) di affrontare la questione del gioco d’élite e di preservare la morigeratezza, lo fecero chiudere nel 1774. UNA NUOVA SEDE Questa chiusura, però, di certo non segnò la fine del Casinò di Venezia: anche senza un vero luogo di ritrovo ufficialmente eletto, ecco che le persone comunque continuavano a ritrovarsi per giocare d’azzardo in bische clandestine. Fino al 1959, però, questo Casinò non riaprì i battenti: fu in quell’anno, infatti, che cambiando sede il luogo d’elezione per la sfida alla Dea Bendata riebbe il semaforo verde dalle autorità. Il tutto, però, in una nuova meravigliosa sede, quella di Ca ‘Vendramin Calergi, un maestoso palazzo sul Canal Grande a Caranreggio. Da quel momento nessuno ha più una vera scusa per non giocare d’azzardo nella città più bella del mondo: un palazzo maestoso ne tutela il fascino. Certo, una cosa non è cambiata dal 1638: il severo codice di abbigliamento. Si tratta di un edificio monumentale, ricco di storia e di meraviglie, pertanto anche i suoi visitatori devono avere un abbigliamento consono. A parte questo, ci sono tre piani pronti ad accogliere gli ospiti da tutto il mondo: giocatori d’azzardo di tutte le fogge fanno a gara per visitare il Casinò di Venezia, il più antico e splendido monumento al gioco al mondo.