Comunicazione e promozione per il rilancio di Santa Caterina Valfurva

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Un progetto di comunicazione e promozione per il rilancio di Santa Caterina Valfurva (SO), una tra le più belle località dell’arco Alpino, isolata per alcuni mesi a causa della chiusura della Strada Provinciale 29 e della frana del Ruinon dello scorso agosto. Gare di sci, eventi internazionali come le ‘Olimpiadi dei Sordi’ e momenti di animazione sulle piste: è un ricco calendario di appuntamenti sportivi, quello ideato per la stagione invernale 2019/2020 e frutto di un lavoro condiviso tra enti, territorio e società di gestione degli impianti. Criticità superata “Conclusosi un periodo di forte criticità che ha creato tensione, disagi e sofferenza a questo territorio – ha spiegato l’assessore regionale alla Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni Massimo Sertori – ora la Valfurva è pronta a guardare al futuro. Grazie al contributo di 200.000 euro messo a disposizione da Regione Lombardia e quello di 100.000 euro dalla Provincia di Sondrio, è stato possibile lavorare alla costruzione di una nuova immagine per la località di Santa Caterina e l’intero comprensorio”. Sito internet e campagne social Ad accompagnare il rilancio di questa realtà particolarmente attrattiva, un logo di eccellenza, un sito internet rinnovato e campagne social mirate. Tutte finalizzate alla condivisione di informazioni e a raccontare valori e identità della Valle. Regione vicina al territorio “Investendo somme importanti sia per la promozione territoriale sia per la mitigazione del rischio idrogeologico – ha continuato Sertori – Regione si è dimostrata concretamente vicina a un territorio montano, tanto bello quanto fragile. Che da anni vede a rischio l’incolumità della sua comunità e l’interruzione della viabilità”. Fari puntati “Ora – ha concluso – terremo i fari puntati sulla frana del Ruinon, il movimento franoso più importante della Lombardia. Questo per una sempre più efficace gestione del rischio. Mirando anche a garantire serenità agli abitanti di Santa Caterina Valfurva”.