Elezioni Regione Calabria, dopo Mario Oliverio anche Mario Occhiuto rinuncia a candidarsi presidente

mario oliverio“Mistero” della politica: basta un attimo e tutto si risolve. Anche di fronte alle più ostinate convinzioni di ognuno, che nessuno e niente sembra riuscire a fare cambiare, quando mancano soltanto ore al termine per la presentazione del candidato presidente e delle liste (28 dicembre ore 12,00) il candidato presidente, Mario Occhiuto ha deciso di ritirarsi dalla corsa. Una decisione che fa seguita a quella di Mario Oliverio annunciata giorni addietro. Entrambi hanno dichiarato a distanza di giorni che la decisione di ritirarsi è stata dettata dalla esigenza di unità delle rispettive coalizioni: centrosinistra Mario Oliverio, centrodestra Mario Occhiuto. La domanda nasce spontanea nei confronti dei due ex candidati: E’ dalla primavera scorsa, da quando si è iniziato a parlare di candidature alla presidenza della Regione, che Mario Oliverio e Mario Occhiuto, hanno percorso la Calabria in lungo e largo per annunciare la loro candidatura alla presidenza, indipendentemente da eventuali ostacoli che si fossero contrapposti. È noto a tutti il no da parte della Lega al candidato Occhiuto, e il no del segretario del Pd Nicola Zingaretti a Mario Oliverio. Niente da fare, i due ex candidati hanno tirato diritto per la loro strada senza mai dare l’impressione di rinunciare alla candidatura. Anzi, hanno sempre annunciato che ormai si era fuori tempo massimo per cambiare rotta. Non vogliamo ripercorrere le tappe di tutti gli interventi fatti da Oliverio e Occhiuto nei confronti delle rispettive coalizioni ma, stando a quello che affermavano, gli elettori calabresi avevano ormai metabolizzato il dato di sei candidati presidenti alla Regione. Cosa è cambiato a distanza di ore dal termine della presentazione dei candidati alla Regione? “Ho sempre lavorato per l’unità della coalizione che per me è di primaria importanza e non potevo essere proprio io a spaccarla in occasione delle prossime elezioni – Mario Occhiuto”. Ma un’eventuale spaccatura del centrodestra era codificabile da Occhiuto fin dall’inizio quando, contro il volere della Lega, ha sempre dichiarato di non rinunciare alla candidatura come presidente. È bastata una semplice “parolina” del presidente Berlusconi a convincerlo di ritirarsi? O la convinzione del fallimento dell’auto candidatura mai presa in considerazione da tutto il centrodestra?

Sia Occhiuto, che Oliverio, se candidati si sarebbero piazzati sotto le prime posizioni utili per entrare in Consiglio. Soltanto il primo non eletto presidente entra nel civico consesso regionale come consigliere. Di fronte a ciò, i due ex candidati (Occhiuto, Oliverio) hanno preferito raccogliere il minimo: rimanere in buoni rapporti con le rispettive coalizioni nell’attesa di tempi migliori.

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