Elezioni anticipate entro maggio: Salvini pronto per palazzo Chigi

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Matteo Salvin punta ad ottenere elezioni anticipate che si terranno con 945 parlamentari e non 600. Questo per effetto delle firme dei 64 che hanno riaperto i giochi, ottenendo il referendum contro la riforma del taglio dei parlamentari, e con l’attuale legge elettorale, il Rosatellum, che lo premia grazie ai collegi maggioritari. I grillodem hanno la certezza che il voto si avvicina. Anche Matteo Renzi si sta preparando al voto. Intanto i grillini stanno scomparendo definitivamente. Si va verso la scissione con la nascita di un partito di Conte apparentato con il Pd. La base del partito contiano prenderà sostanza nella scissione, che nel Transatlantico si dà già per certa, di venti deputati dell’M5S che, guidati dal palermitano Giorgio Trizzino. Hanno già chiesto agli uffici della Camera le tecnicalità per formare un nuovo gruppo. Servono almeno 20 deputati, di cui una parte verrebbe dagli ex grillini oggi nel Misto. Inoltre contano su molti deputati meridionali eletti nei collegi. La seconda mossa è quella di favorire la nascita di un gruppo ‘cuscinetto’ tra il centrodestra e l’area di governo. Si punta sui seguaci di Mara Carfagna, in parte ex centristi (Sc, Udc, etc.). Al Senato questo gruppo dovrebbe ‘compensare’ ulteriori fuoriuscite di grillini. I nuovi tre ex grillini ora leghisti (Grassi, Lucidi, Urraro) mettono a rischio i numeri della maggioranza, ma nella Lega, transitando nel Misto, stanno per arrivare in altri quattro: Paragone, Di Marzio, Dessì, Mininno. Gli stabilizzatori ex azzurri diventerebbero decisivi. Movimenti a sinistra. Leu si scioglierebbe per rinforzare le fila del Pd depotenziate dalla scissione di Iv. Dieci deputati su 12 e 4 senatori su 4 entrerebbero nei dem per dare stabilità al governo come a Zingaretti dentro il Pd. Ma tutte queste manovre sarebbero vane e Zingaretti si prepara al voto a maggio.  “Dopo Conte c’è il voto”. Quasi una sfida a Salvini. Se Renzi desse una mano a Salvini per accelerare la strada verso le urne, Zingaretti ha pronta la contromossa di un’alleanza con un partito di Conte, lanciato come candidato premier, e nessuna alleanza con Iv. Significa comunque perdere ma eleggere solo truppe fedeli e alleati sinceri contiani e non renziani.