Bolzano. Dolomiti Unesco: primi risultati dello studio sul turismo

In occasione della giornata internazionale della montagna si è tenuta a Bolzano la presentazione dei primi risultati provvisori dello studio sul turismo nelle Dolomiti patrimonio UNESCO realizzato da Eurac Research in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si tratta della seconda indagine sul tema dopo quella del 2014 (i dati completi saranno pronti nella primavera del 2020), ed è realizzata anche con l’utilizzo di big data, raccolti in forma anonima, provenienti da dispositivi mobili. Le due aree pilota analizzate dallo studio attraverso i big data sono la val di Braies e la zona delle Tre Cime di Lavaredo. “Abbiamo intervistato oltre 3600 persone in 23 punti di rilievo da luglio a ottobre”, spiega Andrea Omizzolo di Eurac Research che sta coordinando la ricerca per conto della Fondazione Dolomiti UNESCO.

Studio sul turismo, ospiti soddisfatti

Dai primi risultati “grezzi” emerge che i turisti sono soddisfatti della loro esperienza nelle Dolomiti, visto che assegnano una valutazione di 4,5 punti su una scala di 5. Il 55% degli intervistati sono turisti che pernottano nell’area, il 45% sono visitatori giornalieri e circa l’80% fanno sosta presso malghe e nei rifugi. Capitolo mobilità: se è vero che l’82% degli intervistati raggiunge le Dolomiti con l’auto privata, è altrettanto vero che una volta arrivato il turista preferisce spostarsi con mezzi alternative come biciclette e bus navetta. Dato interessante: oltre il 70% degli intervistati si dichiara disponibile a dare un contributo volontario a favore di progetti volti alla manutenzione del territorio (come ad esempio miglioramento della rete sentieristica, vie ferrati e rifugi). Più del 40% degli intervistati, inoltre, prenota direttamente in struttura, mentre il 20% attraverso piattaforme online.

Qualità dei progetti e coraggio nelle scelte

“Natura, paesaggio, ma anche la popolazione che vive nelle vallate dolomitiche – spiega l’assessora provinciale e consigliera della Fondazione Dolomiti UNESCO, Maria Hochgruber Kuenzer – sono sottoposte a nuove pressioni derivate dalla crescita dei flussi di turismo. L’obiettivo del monitoraggio è quello di conoscere i motivi di tale pressione per riuscire a governarli. Come amministratori dobbiamo concentrare i nostri sforzi sul valore del paesaggio, e dobbiamo avere il coraggio di fare delle scelte. Non tutti i progetti possibili sono realizzabili, dobbiamo puntare sulla qualità e non sulla quantità, preservando ciò che rende uniche le Dolomiti”. La direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO, Marcella Morandini, ha ribadito che “le attività di monitoraggio sono uno dei pilastri della strategia di gestione delle Dolomiti Patrimonio UNESCO): capire la portata, le dinamiche e la composizione dei flussi turistici è fondamentale per fornire ai decisori politici i dati più accurati possibile e sostenere lo sviluppo di politiche di gestione coerenti con il mantenimento dell’integrità del patrimonio mondiale e del suo eccezionale valore universale”.

Redazione

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