Pompieri morti a Quargnento: la mancata sincronizzazione dei timer avrebbe scatenato le esplosioni

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Prende sempre più corpo la tesi che sia stato un gesto doloso ad uccidere tre vigili del fuoco in una cascina a Quargnento, nell’Alessandrino. I pompieri, in effetti, hanno ritrovato tra le macerie particolari che fanno ipotizzare che ci fossero degli inneschi sulle bombole del gas saltate in aria e un timer impostato sull’1 e 30 per comandare a distanza le esplosioni. Una delle prime ipotesi d’indagine riguarda la possibile vendita della cascina abbandonata che era stata messa all’asta per 750 mila euro senza trovare acquirenti. Il proprietario, che pare avesse problemi economici, con la moglie, è stato sentito dagli inquirenti nella caserma di Solero come persona informata dei fatti. Un altro filone di indagine è quello di dissidi tra il proprietario dell’abitazione Gianni Vincenti e il figlio. Un’altra pista è legata al risarcimento assicurativo. L’anziano padre del proprietario della cascina di Quargnento si è recato con la moglie davanti alle macerie dell’edificio dove abitava il figlio Giovanni. “L’aveva comprata e messa a posto, mio figlio che è appassionato di cavalli, come mio nipote, Stefano. Che idea mi sono fatto? Nessuna. Con mio figlio Gianni non ho parlato. Ho saputo quello che era capitato alla tv, poi mi hanno telefonato alcuni parenti dalla Puglia. So solo che la casa era disabitata, la corrente staccata”. Una mancata sincronizzazione dei timer avrebbe causato le esplosioni. L’ipotesi dolo è stata confermata dal procuratore capo di Alessandria Enrico Cieri dopo il sopralluogo. “Stiamo esaminando i reperti che abbiamo trovato. Stiamo scavando tra le macerie e abbiamo trovato un timer e una bombola di gas che è stata sequestrata e tutto questo ci fa pensare che l’esplosione sia stata voluta e deliberatamente determinata”. “Ci sono state più esplosioni intervallate. Ora dobbiamo proseguire con gli accertamenti, stiamo lavorando per capire chi e cosa ha causato questa tragedia”. Il Questore di Alessandria Michele Morelli afferma che “è successa una disgrazia grandissima, ci sarà un lavoro certosino per risalire alle cause. Per il momento si possono fare delle ipotesi di esclusione. Si pensa che si possa escludere una pista eversiva. Oltre non posso andare, ma le prime ipotesi escludono questa matrice. Gli investigatori sono al lavoro”. Sul posto anche i Carabinieri del Ris. E’ stato aperto un fascicolo per crollo e omicidio plurimo. La prima esplosione è avvenuta prima di mezzanotte. La seconda quasi un’ora dopo ed è stata quella fatale. Ha sorpreso i vigili del fuoco mentre erano impegnati nelle operazioni di spegnimento. C’è stato un crollo, che ha travolto la squadra dei pompieri. Poco dopo le otto è stato ritrovato il corpo anche del terzo vigile del fuoco travolto dal crollo. I loro nomi: Matteo Gastaldo, l’ultimo a essere estratto, 46 anni, Marco Triches 38 e Antonio Candido 32 anni. I primi due sono originari di Alessandria, il terzo di Reggio Calabria. Altri due pompieri sono rimasti feriti insieme con un carabiniere. Sono stati estratti dalle macerie e trasportati negli ospedali di Alessandria e Asti in gravi condizioni. Il sindaco di Quargento, Paola Porzio, ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali.