I grillini a gennaio faranno scattare anche la digital tax

Parola d’ordine grillina: tasse. Di Maio e soci, alleati con la sinistra italiani, oltre che assistenzialisti, si rivelano come il partito delle tasse. Conte intende fare scattare a partire gennaio la cosiddetta digital tax, la tassazione a carico dei colossi del web che svolgono attività in Italia.

Ad annunciarlo il ministro dell’economia Roberto Gualtieri in Lussemburgo. “Come è noto l’Italia ha la digital tax, noi la fermo entrare in vigore dal primo gennaio, è uno dei componenti della manovra”. La misura “c’era ma non operativa” ha spiegato Gualtieri, precisando che “non vogliamo solo la digital tax italiana ma vogliamo che sia collocata dentro una misura definita sul piano internazionale”. “Noi faremo comunque la nostra, ma siamo parte attiva del negoziato che proseguiremo a Washington al G20”.

La digital tax mira a imporre un prelievo ai giganti del web

I grillini colpiranno ad esempio Google, Apple, Amazon che realizzano grandi profitti ma riescono a versare solo una quota minima al fisco dei Paesi in cui operano. In Italia una forma di “digital tax” era stata avanzata dal Governo Renzi e avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2017. La materia, però divenne oggetto di trattativa a livello comunitario e il provvedimento rimase fermo. Anche in sede comunitaria non è stato fino a oggi trovato un accordo e la questione è rimasta irrisolta.

La digital tax grillina si basa su un prelievo sulle transazioni ad esempio il commercio online. La digital tax che l’Italia intende ora far scattare prevede un’imposta su tutte le transazioni digitali relative a prestazioni di servizi effettuate mediante mezzi elettronici. L’aliquota è del 3%. L’imposta colpirà le società che effettuano almeno 3.000 transazioni all’anno.

Secondo i dati del ministero dell’economia Google, Amazon, Airb&b, Twitter e Tripadvisor hanno versato nel 2018 al fisco italiano appena 14 milioni e 300 mila euro. Facebook ha invece saldato (nel 2017) un conto di appena 120 mila euro. La nuova digital tax dovrebbe portare nelle casse italiane all’incirca 190 milioni di euro.

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