Il Milan a rischio fallimento? All’orizzonte la ripartenza dalla Serie D

Ecco la verità sul Milan. “Abbiamo dovuto salvare un club dal fallimento e avremmo potuto retrocedere come successo al Parma e alla Fiorentina in passato. Abbiamo dovuto affrontare delle difficoltà economiche che ci hanno portato fuori dall’Europa e abbiamo dovuto chiarire questa situazione”. Ad affermarlo è Ivan Gazidis, amministratore delegato del Milan, durante la presentazione di Stefano Pioli. Il dirigente si riferisce alla gestione Yonghong Li come presidente, Fassone e Mirabelli come dirigenti.

Elliott, che aveva prestato 303 milioni di euro a Yonghong Li, si è ritrovato in mano un asset importante, ma che aveva bisogno di investimenti. Ne ha ancora, probabilmente, al di là delle trattative per la cessione della società. Perché al di là delle smentite di rito, l’impero Louis Vuitton ha palesato interesse e nei mesi scorsi avrebbe effettuato una due diligence che ha di fatto rallentato tutta la possibile operazione. Il Milan rischiava di fallire, ma era un rischio controllato anche se Gazidis ha lanciato l’allarme rosso!

L’amministratore delegato del Milan è più un CFO. Ha passato indenne la crisi dell’Arsenal, costretto per anni solo a vendere perché la costruzione dell’Emirates aveva portato a moltissimi debiti, prima che il calcio diventasse affare quasi globale, con fatturati importanti. Da Fabregas a Henry, passando per Adebayor, Tourè e Nasri. L’idea era quella di non cedere, a meno di proposte impossibili da rifiutare. Ma neanche comprare, mantenendo un equilibrio tra entrate e uscite. I rossoneri hanno preso lui per questo motivo, rispetto ad altri profili comunque appetibili. Andare in D era difficile da ipotizzare ma un rischio purtroppo reale…

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