Alta tensione in Kashmir: l’India prepara un attacco

Altissima tensione in Kashmir. Il Pakistan ha “informazioni credibili” che l’India lavora ad un attacco alla parte pachistana del Kashmir. Le forze di Islamabad sono pronte e daranno “una risposta adeguata”. Lo ha dichiarato il primo ministro Imran Khan davanti al Parlamento della regione pachistana del Kashmir. “Narendra Modi – ha detto Imran Khan rivolgendosi al suo omologo indiano – siamo pronti, qualsiasi cosa fai, daremo una risposta adeguata e andremo fino in fondo. È ora di darti una lezione”.

Secondo Imran Khan, l’India prepara un attacco alla parte pachistana del Kashmir per distogliere l’attenzione internazionale su quanto deciso dal governo di New Delhi il 5 agosto, quando ha cancellato l’autonomia della regione del Kashmir sotto sovranità indiana. Per il primo ministro pachistano, si è trattato di “un errore strategico madornale da parte di Narendra Modi”, che ha così “giocato la sua ultima carta e pagherà un caro prezzo”. Imran Khan ha poi fatto appello alle Nazioni Unite perché intervengano sulla questione, affermando che “non soltanto il Kashmir e i pachistani, ma 1,2 miliardi di musulmani (in tutto il mondo), guardano all’Onu”. Il Pakistan dedica oggi le celebrazioni del 72/o anniversario dell’indipendenza dalla Gran Bretagna proprio alla popolazione del Kashmir.

Le misure restrittive imposte nel Kashmir amministrato dall’India saranno allentate dopo la Festa d’indipendenza che il gigante asiatico celebra domani. Lo ha assicurato al Times of India il governatore del Jammu e Kashmir, Satya Pal Malik, precisando che resterà però il blackout per le comunicazioni, il blocco degli accessi a Internet e lo stop alle comunicazioni. Le misure restrittive sono state imposte il 5 agosto in coincidenza con la decisione del governo indiano di abolire l’autonomia costituzionale della regione a maggioranza musulmana.

Venerdì scorso l’amministrazione del Jammu e Kashmir ha annunciato misure “adeguate” per garantire lo svolgimento “regolare e pacifico” della preghiera del venerdì, la prima dalla decisione del governo di Nuova Delhi. Sabato il capo delle Forze Armate iraniane, il generale Mohammad Baqeri, ha messo in guardia il Pakistan e l’India da “decisioni avventate” sul Kashmir che non tengano conto delle aspirazioni del popolo della regione. “Fin quando le cose non si saranno calmate non vogliamo fornire questi strumenti al nemico – ha detto Malik – Nell’arco di una settimana o dieci giorni tutto tornerà a posto e gradualmente ripristineremo le linee di comunicazione”.

Le misure restrittive sono in vigore da dieci giorni, dalla decisione del governo indiano di abolire l’autonomia costituzionale della regione a maggioranza musulmana. “Non li abbandoneremo. I Kashmiri sono il nostro popolo, siamo rimasti al loro fianco, siamo con loro oggi e continueremo ad esserlo”. Lo ha detto il presidente pachistano Arif Alvi nel 72/o anniversario dell’indipendenza del Paese. Il premier Imran Khan ha in programma di tenere in giornata un discorso al Parlamento dell’Azad Kashmir, la parte pachistana della regione contesa con l’India, che nei giorni scorsi ha cancellato l’autonomia della parte sotto la sua amministrazione. In serata a Islamabad è in programma una manifestazione di solidarietà con il popolo del Kashmir.

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