Licenze gioco d’azzardo online in Italia: il caso della Betclic Everest Group
In Italia il settore del gioco d’azzardo è uno dei più attivi e il nostro Paese pone molta attenzione nel rilasciare le licenze e controllare tutti gli operatori sia terrestri sia online. A tal proposito l’ente regolatore di gioco d’azzardo è l’Agenzia delle Dogane. Riuscire ad ottenere una licenza non è affatto semplice. Ci sono diversi parametri da rispettare, tutti a tutela dell’utente finale. Spesso si aprono controversie come nel caso della società francese di gioco d’azzardo online Betclic Everest Group. Come riferisce il portale specializzato casinonewsdaily.it l’operatore transalpino ha vinto il suo ricorso in appello contro la decisione dell’ente regolatore di gioco d’azzardo italiano, dell’inizio di quest’anno, di non rinnovare la licenza dell’operatore per la fornitura di servizi in Italia. Il Tar del Lazio ha dato ragione alla società di gioco d’azzardo e ha sentenziato che la decisione dell’ente regolatore era priva di fondamento. “Dopo diversi ritardi – si legge nel post – l’ente regolatore di gioco d’azzardo dell’Italia, Agenzia delle Dogane (ADM), ha finalmente lanciato la procedura d’asta per le licenze di gioco d’azzardo a gennaio 2018. L’autorità prevedeva di assicurare le concessioni per la fine dell’anno, ma non hanno rispettato anche quella scadenza e alla fine ha rilasciato le licenze lo scorso febbraio”. A disposizione c’erano 120 licenze ciascuna da 200 mila euro. Nelle casse dello Stato era prevista un’entrata complessiva di 24 milioni. Soltanto 70 operatori hanno presentato la documentazione e la relativa richiesta per 80 licenze ed un complessivo di 13,2 milioni in oneri di licenza. “Betclic è stato uno dei sette operatori che hanno visto le proprie domande rifiutate dall’agenzia. La società aveva fornito servizi di gioco d’azzardo ai clienti italiani per anni – si legge su Casino News Daily – prima che la sua domanda per avere un rinnovo della sua licenza fosse rifiutata”. L’Agenzia ha assegnato 66 concessioni lo scorso febbraio e rilasciato autorizzazioni provvisorie ad altri quattro richiedenti. Betclic, a tutela delle sue istanze, ha presentato ricorso in appello, argomentando che non era stata fornita alcuna motivazione circa l’esclusione dall’elenco di operatori autorizzati. Il tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto l’appello del gruppo francese a seguito della “mancanza di motivazione e indagine preliminare” e dell’assenza di una reale spiegazione del perché ADM ha deciso di non rinnovare la licenza di Betclic. I giudici del Tar laziale hanno evidenziato come il gruppo da tempo era presente nel settore del gioco d’azzardo italiano (esattamente dal 2008) e che Betclic ha capacità “generali, tecniche e finanziarie” richieste dall’ente regolatore locale di gioco d’azzardo. L’operatore – secondo il Tar del Lazio – ha presentato tutte le garanzie richieste per provare che poteva soddisfare i suoi obblighi come licenziatario. Betclic inoltre ha soddisfatto il requisito per il rinnovo di una licenza avendo conseguito uno specifico limite di entrate, nel corso dei due anni finanziari precedenti il deposito della propria richiesta. I giudici hanno dato ordine all’Agenzia delle Dogane di riconsiderare la domanda di Betclic condannandola anche a pagare le spese legali della società.
