L’Italia torna a festeggiare con la pastasciutta antifascista

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Il 25 luglio del 1943 si fece festa con la pastasciutta antifascista. In piazza fu una notte di canti e balli sull’aia senza il timore che arrivassero le camicie nere. Il 25 luglio del 2019 di pastasciuttate se ne faranno oltre novanta organizzate dai partigiani dell’Anpi, dai sindacati e dai Comuni in tutt’Italia per celebrare quant’è bella la libertà. Non solo a Gattatico, a Reggio Emilia, nel casolare-museo dei Cervi, ma anche pastasciutta antifascista nel milanese a Basiano come a Bassano del Grappa, a Bergamo e a Borgo Ticino a Novara. E pastasciuttate a Bolzano come ad Alessandria a Brindisi, a Varese e a Pisa, a Catanzaro e a Cosenza, a Gorizia e al Trullo a Roma. Carla Nespolo, la presidente dell’Anpi, ricorda che “il 25 luglio è festa grande per il nostro Paese, perché si celebra la caduta del regime criminale di Benito Mussolini. L’Anpi sarà impegnate in decine di iniziative di memoria attiva. Ricordando la famosa pastasciuttata a Campegine offerta dai Cervi lanceremo un messaggio chiaro: il fascismo è e resterà un crimine. Sono intollerabili, oltreché illegali, tutte le manifestazioni apologetiche, cortei in orbace, saluti romani, ma soprattutto le violenze razzistiche. Diremo, inoltre, con forza che le tentazioni autoritaristiche, le barricate disumane contro i deboli in fuga dalle guerre e dalle torture sono fuori dalla Costituzione”. Invita tutti, Nespolo, a festeggiare con la pastasciutta antifascista, perché, come rammentava Alcide Cervi, “le donne si mobilitano nelle case attorno alle caldaie e c’è un grande assaggiare la cottura e il bollore suonava come una sinfonia. Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore”. L’elenco dei luoghi delle pastasciutte antifasciste si trova sul sito dell’Anpi.