Marina di Pietrasanta. Malore in piscina: morta la piccola Sofia

Non ce l’ha fatta Sofia, 12 anni. Oggi il suo cuore ha smesso di battere, circa 4 giorni dopo il malore che l’aveva colpita dopo essersi tuffata in una delle piscine dello stabilimento balneare Texas di Marina di Pietrasanta.

Hanno fatto di tutto i medici dell’ospedale Opa di Montignoso, a Massa, per salvare la vita alla ragazzina giunta in Versilia con la famiglia per trascorrervi qualche giorno di vacanza. Irreparabili si sono rivelati i danni causati dall’arresto cardiaco che ha colpito sabato la bambina, rimasta sotto acqua dopo il malore. I genitori hanno autorizzato l’espianto delle cornee. Gli altri organi non possono essere toccati perché il corpo di Sofia sarà sottoposto ad un’autopsia.

Con la morte di Sofia, cambia anche l’ipotesi di reato che ha visto il pm Salvatore Giannino della Procura di Lucca – titolare dell’inchiesta – iscrivere sei persone (i titolari del bagno e i responsabili della sicurezza) nel registro degli indagati: da lesioni gravissime colpose a omicidio colposo. L’autopsia potrebbe servire a chiarire meglio quanto accaduto sabato scorso. Si era parlato di una congestione, ma testimonianze raccolte in seguito hanno fatto emergere l’ipotesi che la bimba possa essere rimasta impigliata con i capelli al bocchettone che si trova sul fondo della piscina. Un elemento, questo, che avrebbe costretto Sofia a rimanere sott’acqua senza possibilità di respirare e che potrebbe essere dunque all’origine dell’arresto cardiaco.

La bimba era giunta all’Opa sabato in condizioni disperate ed è stata tenuta in vita per 4 giorni dal macchinario “cuore – polmone”, nella speranza di una ripresa che non c’è stata. Le piscine del Texas sono state poste sotto sequestro su disposizione del pm, che di pari passo ha fatto acquisire agli uomini della Capitaneria di Porto di Viareggio le immagini delle telecamere di sicurezza dello stabilimento.

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