Cosenza -“Istituzioni Europee e Meccanismi di Voto. Il Ruolo dell’Informazione”.Due grandi Temi,con Relatori di spicco,discussi in un Corso di Formazione per Giornalisti.

Questo il Significato del riuscito Evento Professionale (rivolto ad Operatori dell’Informazione), svoltosi presso il Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza.

Bruxelles ( Belgio ) – Il Parlamento Europeo

L’ importante appuntamento – di sicura attualità, anche perché oggetto di analisi e dibattiti, alimentati dalla prossima scadenza elettorale per il rinnovo dell’Assemblea UE – è stato organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Calabria,in collaborazione con Parlamento Europeo, Circolo della Stampa di Cosenza “Maria Rosaria Sessa” e AGE (Associazione Giornalisti Europei).

Il Tavolo dei Lavori: da sin.: Giuseppe Soluri, Fabrizio Spada e Franco Mollo

Il tavolo dei lavori era così composto: Presidente dell’OdG della Calabria, Giuseppe Soluri; Vice Presidente vicario del Circolo della Stampa e componente dell’AGE, Franco Mollo; Fabrizio Spada, Responsabile relazioni istituzionali dell’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo.(Fra i suoi compiti: fornire informazioni sulla situazione politica italiana e linee guida a Bruxelles; assistere il Presidente, i Vice Presidenti e i Commissari europei durante le loro visite in Italia;coordinare i rapporti con i media italiani sulle tematiche europee).

“Il predetto Corso di formazione – hanno riferito gli organizzatori – è stato promosso nell’ imminenza delle elezioni per il rinnovo del Parlamento UE, per analizzare i meccanismi di voto e di ripartizione degli eletti per singola nazione, oltre ad approfondire le prerogative del Parlamento UE e relativa incidenza delle sue decisioni sulla vita degli Stati membri”.

L’ Intervento Introduttivo di Giuseppe Soluri, Presidente dell’OdG  della Calabria.

Il Calendario dei Lavori del Corso di Formazione

Il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, aprendo i lavori della giornata, ha ricordato la figura del giornalista calabrese Paolo Pollichieni, direttore del “Corriere della Calabria”, recentemente scomparso a Padova.

“Le istituzioni europee – ha prontamente dichiarato Soluri, introducendo il tema del Corso – rappresentano una sorta di “ginepraio” in cui non è sempre facile districarsi ed è per tutte queste ragioni che è importante sfatare quei luoghi comuni che fanno pensare all’Europa come qualcosa di negativo, mentre, invece, grazie ad essa molte cose di segno positivo sono state e continuano ad essere possibili. Molto netto ed incontrovertibile il pensiero del Presidente Soluri che, ampliandone i confini, ha inteso ricordare un traguardo non marginale: 70 anni di pace basata sulla democrazia, sostenendo, altresì, che l’UE continua a essere un esempio da seguire per molte regioni del mondo. Nessun altro continente ha saputo infatti sviluppare forme di cooperazione paragonabili. Insieme rappresentiamo la principale economia del mondo e il più importante partner commerciale sia per la Cina che per gli Stati Uniti. Siamo il principale donatore di aiuti umanitari e stiamo investendo in un futuro sostenibile, nella protezione del clima e nella prevenzione dei conflitti. “Il mondo odierno – ha concluso Giuseppe Soluri – ha bisogno di una potenza che abbia la pace e la prevenzione dei conflitti nel proprio DNA”.

L’Introduzione di Franco Mollo,Vice Presidente del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa”.

La parziale sfiducia nei confronti delle Istituzioni Europee, oltre a ragioni socio-economiche – ha tenuto a sottolineare in apertura Franco Mollo – può, a ben vedere, essere attribuita anche a strategie comunicative dimostratesi, negli anni, poco efficaci”.

Ha così esordito, all’ avvio della sua nota introduttiva, il Vice Presidente del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza e membro dell’Associazione Giornalisti Europei, giudicato autentico artefice dell’arrivo a Cosenza del relatore Fabrizio Spada, ha fornito ampi spunti sull’ argomento centrale della Giornata, con al centro il futuro dell’Europa, in vista di una scadenza elettorale, cui gli osservatori assegnano particolare importanza per i futuri equilibri ed assetti del Governo dell’UE.

Anche il linguaggio utilizzato dall’UE – ha proseguito Mollo – nella diffusione delle proprie policy, a volte dà l’impressione che sia eccessivamente per “addetti ai lavori”, nonostante le politiche comunitarie abbiano come fruitore finale, nella maggior parte dei casi, la gente comune. Per Franco Mollo parlare di Europa è sempre più indispensabile, ma non sempre è facile decodificare la complessità degli argomenti, spesso anche per una scarsa dimestichezza con la struttura complessiva dell’Unione. Scopo del seminario di oggi – ha informato Mollo – è proprio quello di sfatare frequenti alibi e luoghi comuni sull’ Unione europea, portando alla luce il funzionamento concreto delle sue istituzioni e dei meccanismi decisionali, gli attori coinvolti, le responsabilità e le opportunità che derivano dalla partecipazione al processo d’integrazione europea, in un mondo globalizzato e sempre più interconnesso”.

La Relazione di Fabrizio Spada, Responsabile relazioni istituzionali dell’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo.

Fabrizio Spada ha iniziato a commentare i contenuti della sua relazione, dopo aver ricevuto dal Presidente del Circolo della Stampa di Cosenza, Franco Rosito, il pregiato gagliardetto del Sodalizio professionale “Maria Rosaria Sessa”.

Franco Rosito consegna al Relatore – Ospite, Fabrizio Spada, il Gagliardetto del Circolo della Stampa di Cosenza

L’Esperto è subito entrato nella dinamica dell’Argomento: “Occorre convincere i cittadini ad andare al voto europeo in modo consapevole è lo sforzo che stiamo facendo spiegando loro cos’è l’Europa. Il ruolo dell’informazione è sempre molto importante e i giornalisti esercitano una funzione fondamentale per i cittadini, soprattutto per far comprendere che l’Europa, pur con tutti i suoi problemi e criticità, è meglio averla che non averla”.

Fabrizio Spada ha inteso annunciare così il suo atteso contributo al Corso di formazione, offrendo ai partecipanti questa saliente riflessione, che ha sancito l’avvio del suo articolato  intervento, di fatto conferendo valenza ad un’ampia riflessione, al cospetto di un attento uditorio, desiderosi di meglio comprendere alcuni controversi aspetti eurocratici della vita organizzativa e istituzionale dell’UE.

Il qualificato Ospite ha svolto, con l’ausilio di pannelli dinamici, un’articolata relazione, costituita da due importanti capitoli: il primo, vertente su una sorta di alfabetizzazione sulle istituzioni europee, il secondo, invece, dedicato all’attualità delle elezioni europee del prossimo 26 maggio, con l’apertura di un focus sulle attese che si sono create attorno ad esse da parte dei diversi Paesi che compongono l’Unione.

Fabrizio Spada impegnato nel suo Intervento

“L’Europa è stata, in certo qual modo, paragonata – da Fabrizio Spada – ad una specie di ‘incompiuta’,soprattutto perché gli Stati membri hanno ceduto piccoli pezzi di sovranità, ma sono ancora molte le materie rispetto alle quali la sovranità è rimasta in capo ai singoli Stati. Anche il Parlamento europeo – ha aggiunto Spada – ha un potere di iniziativa legislativa alquanto limitato, in quanto la forte anomalia è data dal fatto che è la Commissione Europea che presenta le leggi e non il Parlamento.

Il vero potere forte dell’Europa è il Consiglio dell’Unione Europea (il Consiglio dei Ministri). Anche il rilancio dell’economia arranca e la Banca Centrale Europea ha portato avanti un’azione che può essere considerata incompleta in quanto avrebbe potuto fare di più. Con la presidenza dell’italiano Mario Draghi qualche passo in avanti si è visto perché è stata immessa più liquidità sul mercato”.

Cosa non ha funzionato in Italia con l’ingresso dell’Euro? Si chiede il responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ufficio di rappresentanza in Italia del Parlamento Europeo. “Nonostante la valuta forte – ha detto – l’Italia ha continuato a indebitarsi arrivando a raddoppiare il debito pubblico. Assistiamo, pertanto, al paradosso di una moneta forte con finanze pubbliche che forti non sono”.

Un settore della ‘Sala degli Specchi’ -Provincia (CS),con l’attento Uditorio

Fabrizio Spada ha,successivamente,illustrato a grandi linee la campagna istituzionale del Parlamento Europeo in vista della scadenza del 26 maggio, il cui obiettivo fondamentale è quello di invitare i cittadini ad andare a votare, anche in virtù del fatto che la partecipazione al voto è calata notevolmente, dal 1979 al 2014.

“Sul tappeto – ha riferito Spada – resta l’incognita Inghilterra che dopo il referendum sulla Brexit non si sa se parteciperà al voto.

I sostenitori della Brexit e del referendum non hanno valutato le molteplici conseguenze per i cittadini, che vanno dall’interruzione dei collegamenti aerei tra l’Inghilterra e gli altri Paesi e la eventualità di nuovi focolai di disordini per la questione irlandese che era stata faticosamente risolta e che ora rischia di riaffacciarsi. Per fortuna – ha detto ancora Fabrizio Spada – in Italia la Costituzione rappresenta uno scudo importante contro ogni forma di fuoriuscita dall’Europa per l’espresso divieto di referendum in materia di trattati internazionali e di tasse”.

Spada ha poi disegnato la geografia dei Paesi europei sulla scorta delle emergenze percepite nei diversi Stati membri: dalla questione dell’immigrazione che da noi è particolarmente avvertita, insieme alla crescita economica, così come in Francia il problema ritenuto prevalente è quello del cambiamento climatico, in Spagna l’immigrazione, in Portogallo la crescita economica, in Grecia, a dispetto della crisi, la sicurezza alimentare.

Una Foto di Gruppo,tra Relatori e Giornalisti, a ricordo di un Evento di Successo

“In Italia – ha esplicitato Spada – la campagna istituzionale per le elezioni che esprimeranno 73 parlamentari è incentrata soprattutto su Internet, perché ha un target più giovane, ma anche sulle reti Rai, senza poter investire grandi risorse finanziarie perché è possibile contare su un budget molto limitato”. La discussione si sposta poi sull’euro che per Fabrizio Spada “è un cavallo di battaglia impoverito. Solo la ricchezza prodotta –  ha rilevato  – e non la moneta posseduta fa la ricchezza del Paese.

C’è però – a suo giudizio – un’Europa positiva che non sempre viene raccontata. Ed è quella che ha permesso di far nascere la concorrenza nei trasporti aerei con compagnie che hanno consentito a milioni di persone che non potevano permetterselo di poter viaggiare anche per destinazioni lontane a poco prezzo.

Il Contesto Storico – Architettonico dove s’è svolto – a Cosenza – il Corso di Formazione per Giornalisti

Ed è quella che ha prodotto una vera e propria democratizzazione delle tariffe telefoniche o impartito le giuste direttive per combattere l’inquinamento ambientale. Per fare l’Europa e gli europei ci vorranno ancora molte generazioni. L’astio e le riserve nei confronti dell’Unione Europea sono da ricercare nelle ragioni le più diverse: la crisi finanziaria iniziata nel 2008 che ha generato molta disoccupazione, il notevole malcontento nei confronti delle istituzioni e la crisi dei partiti moderati”.

Ponendo l’accento sui fondi comunitari, che al Sud molto spesso non vengono spesi o male utilizzati, ha così riferito: “Il problema in Italia è legato all’ efficienza della Pubblica Amministrazione, soprattutto al Sud, cui deve aggiungersi l’eccessiva parcellizzazione dei progetti e degli interventi. Sarebbe allora necessario realizzare una grande riforma – ha sostenuto Fabrizio Spada. In ogni caso, è una partita molto importante e una materia alquanto complicata. Anche se c’è un rovescio della medaglia positivo – ha concluso il Relatore – perché i fondi europei hanno permesso di realizzare molte opere pubbliche, rappresentando un buon incentivo all’ occupazione e all’ ammodernamento delle infrastrutture”.

Da Casali del Manco (CS), 13.05.2019

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