Oltre cento morti, centinaia di feriti: attaccate tre chiese cristiane nel giorno di Pasqua

Una Pasqua di sangue. Sei esplosioni in simultanea hanno funestato la domenica di Pasqua. Attaccate almeno tre chiese dello Sri Lanka, una delle quali nella capitale Colombo, e in altrettanti hotel del Paese, frequentati da turisti, causando molte vittime tra i fedeli. Fonti ospedaliere locali parlano di almeno 138 morti accertati. Secondo i media locali e internazionali i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, sarebbero oltre 400.

Le forze di sicurezza sospettano che almeno due delle esplosioni in chiesa siano state causate da attentatori suicidi. Una delle chiese colpite, il santuario di Sant’Antonio, e i tre alberghi sono a Colombo e frequentati da turisti stranieri. Le altre due chiese si trovano una a Negombo, città a maggioranza cattolica a nord della capitale, e l’altra nella città orientale di Batticaloa. Due esplosioni si sono verificate nella chiesa di Sant’Antonio di Colombo e nella chiesa di San Sebastiano Negombo, una città a nord della capitale. Almeno una delle vittime è morta nel Cinnamon Grand Hotel di Colombo, situato vicino alla residenza ufficiale del Primo Ministro, ha dichiarato all’Afp un funzionario di questo stabilimento, secondo cui l’esplosione sarebbe avvenuta nel ristorante. I tre hotel colpiti sono lo Shangri-La, il Kingsbury Hotel e appunto il Cinnamon Grand.

Il primo ministro dello Sri Lanka, Ranil Wickremesinghe, ha condannato gli attacchi e ha assicurato che il governo stava lavorando per “contenere la situazione”. “Condanno fermamente gli attacchi vigliacchi contro la nostra gente”, ha scritto in un tweet dal suo account. “Invito tutti i cittadini dello Sri Lanka in questo tragico momento a rimanere uniti e forti. Il governo sta prendendo provvedimenti immediati per contenere questa situazione”.

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