Attacco ad Utrecht. Gökmen Tanis ha agito per motivi personali

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Terminata la fuga dell’assalitore dopo quasi otto ore. È stato arrestato l’uomo sospettato di aver colpito i passeggeri di un tram lasciando a terra otto persone: tre morti e cinque feriti. È tutto iniziato lunedì mattina sul mezzo pubblico nella piazza 24 Oktoberplein, nel quartiere di Kanaleneiland, dove ci sono numerosi capolinea. Ed è terminato con l’annuncio del capo della polizia del fermo di Gökmen Tanis, 37 anni, di origini turche la cui foto e le cui generalità erano state diffuse dagli investigatori. L’uomo è stato catturato durante un raid. “Un atto di terrorismo ed un attacco alla nostra civiltà, contro la nostra società aperta e tollerante” aveva detto il premier olandese Mark Rutte confermando, in una conferenza stampa, l’ipotesi di matrice terroristica. “Non vi è che una sola risposta che è quella che il nostro stato di diritto e la nostra democrazia è più forte del fanatismo e della violenza. Noi non cederemo mai di fronte all’intolleranza“. Secondo un testimone oculare l’assalitore aveva puntato una donna e poi ha colpito le persone che hanno cercato di difenderla. Il testimone ha detto che “l’assalitore è uno del quartiere, non credo abbia agito per terrorismo”. I familiari dell’uomo in Turchia hanno dichiarato che avrebbe agito a causa di una disputa familiare. Ed è questa ipotesi che sembra ormai essere privilegiata. Il sospetto arrestato avrebbe numerosi precedenti penali. Secondo quanti riporta il sito della tv olandese Nos, sarebbe stato l’autore di una rapina a Best nel febbraio 2012, fermato per un tentato omicidio a dicembre 2013, avrebbe aperto il fuoco in un appartamento nel quartiere di Kanaleneiland a Utrecht a maggio 2014, avrebbe minacciato un agente a ottobre 2014, guidato in stato di ebbrezza a novembre 2014, distrutto una vetrina sempre in città a ottobre 2015, fatto danni in una stazione di polizia a luglio 2017, e infine avrebbe commesso una violenza sessuale per la quale due settimane fa sarebbe comparso davanti ai giudici in Tribunale.