Celico. La comunità presilana ha ospitato un incontro con la giovane scrittrice Chantal Castiglione

 

Uno scorcio della Piazza Centrale di Celico (CS)

Chantal CastiglioneUn’Intellettuale militante contemporanea, tra impegno letterario e passione civile.I suoi libri sono sempre più amati dal pubblico.

La Scrittrice Chantal Castiglione

                        Il “ Chi è “ di Chantal Castiglione

 Tre passioni importanti hanno determinato la caratura dell’impegno di Chantal, nella vita professionale ed in quella proiettata nel sociale: letteratura, giornalismo, impegno socio-politico. Passioni che ha inteso onorare per alcuni anni senza nulla trascurare, sul piano della valenza e di una presenza dinamica e coinvolgente sul territorio.

Eticamente proiettata a declinare un coerente e costante impegno socio-culturale, fatto di ore di scrittura, di studio, di dinamiche intellettuali, di  incontri valoriali sul territorio,di contatti con la gente ( non solo della sua amata comunità celichese, ma dell’intera Presila ed altre realtà di Calabria. E’ presente anche ad iniziative al di fuori dei confini regionali). La nostra interlocutrice manifesta interesse, curiosità e filiale vicinanza ad ambienti riconducibili  ad una realtà Politica e Sociale, non parolaia ma pragmatica. Non ha dubbio alcuno, ad esempio, che la Politica deve avere i connotati di…puro Servizio per la Comunità.

Il Primo Libro di Chantal Castiglione (tratto dalla sua Tesi di Laurea )

E’ artefice di un’esperienza pulsante di umanità, proiettata alle esigenze reali di riscatto, sviluppo e promozione della Società, di un vasto comprensorio che confina con un territorio d’eccellenza: l’Altopiano della Sila.

Col passare degli anni – ricordo che stiamo parlando di una giovane ed apprezzata scrittrice – sono ancora più vive e feconde di prima ( le sue passioni), anche se – a giusta ragione e nel segno della razionalità e qualità di un costante impegno civile – ha sancito una sorta di scala delle priorità. Non v’è dubbio alcuno che Chantal Castiglione non nasconde il suo entusiastico e tracimante interesse per la scrittura.

Ed alcune sue opere, infatti, ne indicano la sostanza e la costanza, la netta proiezione. In questi ultimi tempi diversi gli incontri sul territorio che hanno fatto registrare la presenza di Chantal che, attraverso interventi dal pubblico e dialoghi alimentati dai partecipanti alle iniziative, hanno consentito all’A. di indicare alcune peculiarità ed il ‘clima ‘ che ha favorito la ‘costruzione’ di due distinte ed avvincenti storie, che sono state presentate, con qualificate presenze e gradimento che hanno originato meritati consensi in due comunità del cosentino: Celico e Santo Stefano di Rogliano.

Nel corso del cordiale incontro che abbiamo, congiuntamente, svolto nella ‘nostra’ Celico, anche la Docente ed Esperta d’Arte, e amica personale di Chantal, prof.ssa Sabrina Marotta (che per l’occasione ci ha donato un suo pregevole acquerello ( v.foto di copertina del servizio ), ha confermato questa forte propensione all’impegno letterario.

La Scrittrice Chantal Castiglione con la Docente d’Arte, Sabrina Marotta

“Conosco bene la natura dell’impegno dell’amica scrittrice Chantal Castiglione. Per me rappresenta una preziosa novità sul piano dello scenario letterario e dello stile poco omologato che traspare nelle sue opere, che evidenziano un ‘carattere’ ben definito”. E’ l’interprete di una filosofia e di un concetto di irrefrenabile bisogno libertario che, oggi, appare ‘ingessato’ e che si vuole restituire alla sua più autentica espressione.

Un percorso – rileva ancora Sabrina Marotta – che è da intendere come forte esigenza di un radicale mutamento delle condizioni, un cambiamento possibile,meglio affermare: degli insostenibili squilibri dell’oggi e puntare su un’auspicabile giustizia sociale, con più equità, rispetto, opportunità per tutti. Una figura d’intellettuale – mi preme affermare – che non fa mai trasparire  il seppur minimo accenno ad un eclissarsi, semmai s’alimenta la luce di impegno che si rinnova e che rimane un fervente obiettivo realistico.

Un‘innata vocazione – conclude Sabrina Marotta – che s’è andata consolidando nel tempo, anche in considerazione della incontenibile sensibilità sociale, di una particolare predisposizione al saper scrutare,osservare,decodificare per poi descrivere particolari momenti/eventi della vita quotidiana dei nostri tempi”.

Ma non sono da sottovalutare altri fattori, quali: un impegnativo percorso di studi e di esperienze vissute a contatto con realtà diverse, dove – a contatto con contaminazioni e stimoli innovativi diversi – ha saputo cogliere aneliti di una cultura avanzata e diversa mentalità, la predisposizione alla multiculturalità, all’integrazione, ai processi d’inclusione, alle lotte militanti per salvaguardare i più emarginati, per affermare valori solidi fondanti del vivere con onestà, serenità, rispetto del prossimo, che sono elementi portanti di un Consorzio Civile.

Il 2° impegno letterario di Chantal Castiglione

Chantal, parlaci un po’ di Te!

Ho svolto un normale percorso di studi e sono laureata  in Scienze Politiche (Unical). Mi occupo di movimenti sociali, sono impegnata ad affrontare e studiare i fenomeni del Sociale. Dedico del tempo importante, anche, alle diverse forme repressive e di controllo, esercitate dalle varie tipologie di potere. Ho un’avversione epidermica per qualsiasi tipo di autoritarismo. Mi definisco una Cultrice di una Storia Altra, che difficilmente trova spazio nei libri di storia ufficiale. Sono innamorata di microcosmi e di vissuti spesso dimenticati e non disdegno di percorre, quotidianamente, sentieri di memoria, impegno e lotta civile.

Una domanda a bruciapelo, nell’intento di …spiazzarTi! Può riassumerci – sinteticamente – il pensiero di almeno tre Personalità ( che hanno avuto ruoli e percorsi molto diversi nel tempo vissuto), appartenenti al decorso Secolo e che più ti hanno influenzata e se li ritieni di palpitante attualità ?

In merito, mi piace ricordare ( e non nascondo una certa emozione )  illuminate ed uniche personalità, che, per il loro vissuto e per l’eredità morale che hanno lasciato al mondo intero, continuano ad essere un Patrimonio di riferimento ai giorni nostri:

Peppino Impastato – ” Sempre dalla parte dei più deboli, contro i poteri mafiosi. La ribellione ai soprusi dei prepotenti, la forza della verità, le spinte libertarie, il pacifismo militante”.

Paul – Michel Foucault –  “Il potere non è un’istituzione, e non una struttura; e nemmeno è una certa forza di cui siamo dotati; è il nome che si attribuisce a una situazione strategica complessa in una particolare società.”

Don Lorenzo  Milani – Riguardo al mondo giovanile sosteneva: “ con la Scuola non li potrò far cristiani, ma li potrò far uomini”. Riguardo ad un fenomeno, oggi, di stringente attualità, così si esprimeva: “ la povertà dei poveri non si misura a pane, a casa, a caldo. Si misura sul grado di cultura e sulla funzione sociale”

Chantal, adesso,entriamo nel merito delle Tue ‘creature’ letterarie…

Il primo lavoro ha questo titolo: “Tra speranze e illusioni. L’Italia negli Anni di Piombo” : Argomento centrale della mia tesi di Laurea. “Canto per un ribelle” è il mio secondo libro.

Chantal, ci puoi indicare, col piglio dell’essenzialità, il filo conduttore del tuo primo lavoro e la ‘struttura’ dell’impegno profuso ?  

Celico (CS) -Sala Biblioteca Civica – Un Momento dell’Incontro di Chantal Castiglione col pubblico

Il mio libro altro non è  che la mia tesi di laurea magistrale. Mi sono laureata ad aprile in Scienze politiche presso l’Università della Calabria. Il mio scopo era quello di far memoria,  portando alla conoscenza delle molte storie dimenticate e cancellate dalla memoria collettiva del nostro paese. Nel corso del mio studio mi sono imbattuta in persone speciali  che mi hanno permesso di entrare nelle loro vite e nel loro dolore, penso a Lydia Franceschi, Claudia Pinelli e soprattutto a Carla Verbano. Sono storie che mi sono entrate dentro e non ne sono più uscite. La tesi come il libro li ho dedicati a Carla e Valerio Verbano e a tutti quelli che ancora lottano per appurare la verità.

Il libro va detto subito è un libro partigiano, di parte, volto ad indagare una certa famiglia politico ideologica: quella della sinistra extraparlamentare. Consta di tre parti: la prima prettamente sociologica in cui passo in disamina varie teorie sul comportamento collettivo e i movimenti sociali. La seconda parte è la mia interpretazione culturale del periodo che è stato fatto passare, unicamente, come una ‘stagione criminale’: gli Anni di Piombo. Un giudizio – a mio avviso – a senso unico,totalizzante,che ha determinato l’oscuramento di alcune importanti conquiste e positività sul piano sociale.

Chantal, ma si vuole tentare una sorta di riscrittura storica di quegli Anni…?  

Cerco di decostruire questa brutta definizione con la quale si vuole ammantare, con una sorta di velo nero, un periodo in cui s’è registrato un significativo fervore creativo e di prospettiva, di lotte, di conquiste, di ideali, di sogni: il cosiddetto assalto al cielo da parte di tanti giovani. Un paragrafo l’ho dedicato a Carla e Valerio Verbano. Ci saremmo dovute incontrare con Carla ma il tempo ha giocato a  nostro sfavore, non ci siamo riuscite, lei se n’è andata il 5 giugno 2012 lasciando in me un grande vuoto. Ma è anche il periodo in cui l’eversione nera stringe patti con la ‘ndrangheta. Anche questo racconto nel mio libro.La terza e ultima parte è quella a cui sono molto legata: le interviste. Ho intervistato familiari delle vittime, protagonisti del periodo, giornalisti, scrittori sociologi e con loro ho cercato di approfondire aspetti diversi ma uniti da un unico filo conduttore, la ricerca della verità.Tra i miei intervistati: Claudia Pinelli, Lydia Franceschi, Franco Piperno, Silvano Agosti.

“Canto per un Ribelle. Lettere di Lotta e Disobbedienza”- Edito   da  Edizioni   Erranti, con  la prefazione di Claudio Dionesalvi, è il Tuo nuovo libro!Ci puoi indicare qualche elemento di particolarità ?

Santo Stefano di Rogliano (CS) – Un particolare della Sala Consiliare – Chantal Castiglione parla del suo nuovo libro

Può essere considerato come un viaggio nell’amicizia, negli ideali condivisi, nelle lotte, nei ricordi. Sono delle lettere che scrivo al mio amico, Andrea Arcuri, tragicamente scomparso in un incidente  stradale il 10 agosto 2017. È stato per me un modo per andare oltre il dolore per una perdita così inaspettata e grave. Andrea rimane il mio fratellone a cui devo tanto. Le lettere spaziano da argomenti più leggeri, ricordi, a tematiche più importanti e di stretta attualità, come (solo per citarne qualcuna): l’avanzata di nuovi fascismi, del razzismo, del potere che agisce sui corpi, l’educazione e la scuola, i social. Ma c’è anche la musica che pervade le pagine.

Da Fabrizio De André nelle cui canzoni ci ritrovavamo come se raccontasse anche di noi, alle canzoni – e una in particolare – degli Yo Yo Mundi che si chiama “Sempre” a cui ho dedicato anche un capitolo-lettera. In più nel libro un “capitolo lettera” è stata scritta proprio da Paolo Enrico Archetti Maestri, frontman degli Yo Yo Mundi. Le canzoni quasi come delle stampelle, di speranza, sulle quali poggiarmi. Non potevano mancare due capitoli lettera sul Cosenza e sulla cavalcata per acciuffare la  serie “B”, visto che Andrea rimane un ultrà. Si è ultrà sempre non solo durante le partite. E poi la Terra di Piero e il giardino “Andrea Arcuri in Tanzania”.Il libro può essere letto anche non seguendo un ordine preciso delle pagine. È un viaggio ed ognuno può scegliere come affrontarlo.

Come scrivo nella premessa: “Questo volume non ha alcuna pretesa se non quella di rivolgersi a tutti coloro che si sentono ribelli e vogliono continuare ad esserlo…

È stato pensato, appunto, come  un viaggio in cui ogni parte è un piccolo mondo intimo nel quale perdersi e poi ritrovarsi. È anche un impegno la cui valenza mi suggerisce di non scegliere scorciatoie, ma di lottare sul piano civile e culturale. Come una promessa sussurrata all’orecchio. Una smisurata preghiera”!

 Da Casali del Manco (CS),12.02.2019

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