Montebello. Casa Mons. Rastelli: arrestati Giovanni Gastaldo e Davide Montagna

Accuse pesantissime documentate da filmati eloquenti: anziani picchiati, maltrattati, marchiati a fuoco con il phon. In uno dei video della Polizia una donna disabile viene ripresa mentre si trova in carrozzina, capovolta, con la testa contro il pavimento e le gambe in alto, mentre l’uomo che avrebbe dovuto assisterla guarda indisturbato il cellulare. Le immagini choc della Casa di accoglienza Mons. Rastelli di Montebello della Battaglia hanno documentato gli abusi della clinica dell’orrore.

La Squadra Mobile di Pavia ha arrestato Giovanni Gastaldo, 67 anni, direttore della struttura, e Davide Montagna, 35 anni, operatore socio-sanitario della casa di accoglienza di Montebello. I due rispondono di ripetuti maltrattamenti e gravi lesioni contro gli ospiti della struttura. Calci, pugni, schiaffi, e somministrazione di tranquillanti così forti da stordirli. Erano le pratiche messe in atto – secondo l’accusa tutti i giorni nella clinica.

I poliziotti hanno iniziato a indagare nel mese di marzo, dopo aver ricevuto delle segnalazioni da parte dei familiari che avevano visto lividi e segni sui corpi dei loro cari. Il personale sanitario si alternava continuamente, cosa che ha fatto insospettire gli inquirenti. Molti dei dipendenti si licenziavano.

I filmati acquisiti dagli investigatori mostrano scene raccapriccianti

Gli anziani vengono presi a calci, pugni, schiaffi. Insultati e aizzati tra di loro. “In alcuni casi gli ospiti della struttura sono anche arrivati a morsicarsi – ha spiegato Francesco Garcea, capo della squadra mobile di Pavia-. In questo modo il direttore e l’operatore sanitario potevano giustificare il ricorso a dosi pesanti di tranquillanti”. C’è un video che mostra un’anziana in carrozzina capovolta, con la testa sul pavimento e le gambe rialzate, mentre Davide Montagna guarda indisturbato il suo smartphone.

La Polizia ha raccolto prove su un ospite “marchiato a fuoco” sul petto con un phon bollente. “Un atteggiamento – ha spiegato Garcea – che in parte era dovuto al peso della gestione di questi pazienti, ma in altri casi sfociava nel sadico divertimento”.

“Non vogliamo che quella struttura venga associata a noi”. A precisarlo è il presidente generale di Oftal, monsignor Paolo Angelino, che smentisce ogni legame tra Oftal e la casa di cura che, per rafforzare l’inganno, porta il nome del fondatore dell’Associazione di pellegrinaggi, monsignor Alessandro Rastelli, e ha nel piazzale una statua della Madonna di Lourdes. “Da parte dei vertici della residenza sanitaria è stato usurpato il nostro nome e in passato sono stati diffidati più volte dall’utilizzarlo con invito a togliere ogni riferimento con noi. Cosa mai eseguita. Abbiamo già dato mandato ai nostri legali per tutelarci. Ci auguriamo che le indagini facciano il loro corso perché i fatti emersi sono raccapriccianti e ci indignano in quanto Associazione che ogni anno accompagna i malati a Lourdes e presso gli altri luoghi di devozione mariana”.

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