Il coraggio di Telma

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“ … è come un’alba e da qualsiasi parte la guardi la trovi bella e serena; ma se sai guardare dietro i suoi occhi troverai cose accantonate e non abbandonate, certi distacchi, accenti che lambiscono la memoria come il mare sa fare con la riva. Se sai leggere le sue labbra, vi troverai pagine che ricordano un’ètà frammentata che si ricompone in un sorriso! “ Vincenzo Calafiore Ci vuole coraggio a lasciare tutto e andare via in un’altra terra, ove ogni cosa è diversa, ove diverso è anche il linguaggio, specialmente le sue flessioni i significati. Ci vuole coraggio quando il viaggio è sogno di un altrove più che un ritorno a casa; è un cammino per un’avventura propria, la scoperta di un’altra vita, da indigena o da esploratrice, in suolo natio o in terra straniera, quello che Telma ha compiuto, il più importante della sua vita. La sua storia da lontane prospettive giunge agli esiti proficui di convergenti sensibilità e si potrebbe anche dire o meglio affermare che lei stessa è nel contempo – sogno e approdo – potrebbe anche essere – straniera- o visitatrice, ospite, niente di tutto questo lei è quel viaggio di conquista, di conoscenza, di speranza, che si vorrebbe fare in tanti: e lei da donna coraggiosa l’ha fatto! E’ un racconto di vita, o di vita sottratta alla violenza, un racconto di dignità e onorabilità mai perdute nelle difficoltà del quotidiano; lei è comunque un miraggio d’altrove, dove rinascere a nuova vita sempre più di orgoglio e di più dignità difese a denti stretti. Lontana dalle allucinazioni disperate e le paure dei migranti in fuga o dell’extracomunitario deciso a compiere il viaggio verso una nuova patria. Lei questo viaggio verso una meta di diverse emozioni, di nuove ambizioni, di nuove sensazioni lo compie ogni giorno, senza nulla da rimproverarsi anche se per lei non è stato facile lottare contro la paura del nuovo e diverso che da lontano arriva a turbare i vicini equilibri. Telma forse altro non è che – il dolce rumore della vita – ! Ma la verità è che tutti coscienti o incoscienti siamo segnati dalle nostre storie personali, talvolta tragiche o esaltanti che siano, ma che abbiamo comunque attraversato come un mare più grande di noi stessi. Storie che ci hanno illuso o deluso e che probabilmente ci fanno o ci hanno fatto vivere da ex come da un ex mondo o ex vita, cose che pare non esistano più e invece tornano a volte pesano a volte no, mentre la vita silenziosa se ne va via lenta come nave nella bruma sul filo d’orizzonte fino a sparire. Ma lei, da coraggiosa che è ora è qui come un – ego sum – e se ti fermi a parlare con lei, avverti dalla sua voce tutta la felicità e la voglia di vita che sono in lei, che come una portatrice arriva e ti dona un sorriso: ed è speranza! La speranza di un mondo migliore ove non esiste il colore della pelle, ove non c’è il pregiudizio …. – negra – ma c’è il desiderio dello stare assieme, bianco e nero, assieme nella vita, assieme nel tempo con lo stesso ciclo vitale del sangue ugualmente rosso, ugualmente sinonimo di vita come lo è quel sorriso che le illumina il viso!