I grillini mandano l’Italia a sbattere contro l’Europa

Muro contro muro fino allo scontro. Roma continua a parlare con l’Europa ma la prossima settimana invierà a Bruxelles una versione del Documento programmatico di bilancio in cui non cambiano quelli che Giovanni Tria ha chiamato i “pilastri principali” della manovra. Il ministero dell’Economia lavora per inserire scenari alternativi che tengano conto di un possibile peggioramento della congiuntura economica, con conseguente previsione di crescita rivista al ribasso.

Rimarrà fissato al 2,4 per cento il tetto massimo in termini di rapporto deficit/Pil, ma verranno specificati e precisati gli interventi che potranno scattare per garantire in ogni caso il rispetto di questa soglia. Ma per mantenere gli obiettivi (disavanzo allo 0,8% nel 2019) serve una “manovra restrittiva violentissima”. Basterebbe rinunciare alla misura elettorale del reddito di cittadinanza e alla revisione della legge Fornero e la manovra potrebbe rientrare in un quadro di condivisione europea. Queste due norme potrebbero arrivare con un disegno di legge collegato alla manovra o per decreto entro dicembre.

Intanto la Banca d’Italia ha dei dubbi sugli effetti espansivi della manovra perché “una politica di bilancio espansiva, pur utile in fasi cicliche particolarmente avverse, non garantisce la crescita nel medio termine e può metterla in pericolo a lungo andare”. Altre perplessità riguardano il condono inserito nel decreto fiscale, per le conseguenze negative che potrebbe avere sulla fedeltà dei contribuenti, e il reddito di cittadinanza, per il quale si raccomanda una messa a punto molto attenta. Il rischio in questo caso è che risulti scoraggiata l’offerta di lavoro regolare.

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