Caos Serie BKT non si placano le polemiche. Le dichiarazioni del presidente Gianni Vrenna

I Club di serie B non accettano la sentenza del TAR del Lazio che ha recentemente bocciato il format della serie B a 19 squadre. Questo, secondo il TAR, significa ripescare le squadre mancanti per raggiungere il numero delle 22 squadre. Le società interessate ad un’eventuale ripescaggio sono: Catania, Novara, Pro Vercelli, Siena, Ternana. Tre di queste squadre dovrebbero essere ripescate in sostituzione di Bari, Cesena, Avellino escluse dalla serie B per motivi economici. La Lega di B ha deciso all’unanimità di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio. Per il momento niente ripescaggi e le società interessate attaccano la Figc che a sua volta, tramite il neo presidente Gabriele Gravina, ha dichiarato: “ è stata convocata per martedì 30 ottobre un Consiglio Federale per affrontare la situazione della B e affrontare il problema di cui non abbiamo, come Figc, nessuna responsabilità”. Per quanto riguarda il presidente della Lega di B, Mauro Balata, “se ci saranno eventi che sconvolgeranno il campionato ci rivolgeremo a tutte le sedi contro ogni soggetto responsabile”.
Il Consigliere di Lega e presidente del FcCrotone Gianni Vrenna si schiera al fianco della lega B che compatta ricorre al Consiglio di Stato contro il giudizio del TAR del Lazio che ha rimesso in discussione l’attuale format della serie B.
“E’ una situazione quasi surreale quella che stiamo vivendo da quest’estate. Ci troviamo a disputare il campionato di serie B secondo gli ordinamenti che le istituzioni del calcio hanno approvato, ma ora ci chiedono di fermarci. Che senso ha tutto questo? Ci sono 19 società che hanno diritti che vanno tutelati e il presidente Balata sta facendo di tutto perché questo avvenga. Lasciateci giocare al calcio, non possiamo permetterci altro che mandare in campo i nostri calciatori. Amiamo questo sport e facciamo calcio da oltre un quarto di secolo: vorremmo continuare ad amarlo come quando eravamo ragazzini, perciò tutta questa vicenda non può che fare del male a tutto il movimento”.

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