I grillini aumentano le tasse sulle sigarette

Pur di finanziare misure assistenziali i grillini sono disposti a portare il Paese alla deriva e ad aumentare le tasse ad iniziare da imposte sulle sigarette. E’ quanto prevede la bozza della Manovra datata 23 ottobre nella quale sono previsti due articoli: “disposizioni in materia di tassazione dei tabacchi lavorati” e “disposizioni in materia di tabacchi lavorati”. L’aumento riguarderà le sigarette, i sigari e il tabacco trinciato. Il documento prevede anche che l’attuazione di reddito di cittadinanza e della riforma pensionistica siano delegate a una legge ad hoc.

Sono 73 gli articoli della bozza della manovra. Il primo è dedicato al disinnesco delle clausole Iva. Si passa poi al taglio dell’Ires alla flat tax per gli autonomi, fino al reddito di cittadinanza al rinnovo dei bonus casa, alle assunzioni nella p.a. e ad un capitolo ad hoc dedicato a Genova.

Per il reddito di cittadinanza la dotazione prevista è di 9 miliardi l’anno a partire dal prossimo anno. Sino alla data di entrata in vigore continuerà a sopravvivere il Rei, il reddito di inclusione introdotto nel 2017. Al nuovo Fondo per il reddito di cittadinanza sono intanto destinati gli stanziamenti del Fondo per la povertà, nato anch’esso nel 2017, che risulta così ridotto di 2.198 milioni nel 2019, 2.158 milioni nel 2020 e 2.130 milioni a decorrere dal 2021.

Si conferma lo stanziamento di 6,7 miliardi per la riforma della legge Fornero nel 2019, che salgono a 7 miliardi all’anno dal 2020. La misura prevede l’istituzione di un fondo per “la revisione del sistema pensionistico attraverso l’introduzione di ulteriori forme di pensionamento anticipato e misure per incentivare l’assunzione di lavoratori giovani”. L’attuazione del reddito di cittadinanza e della revisione della legge Fornero sulle pensioni è rimandata a provvedimenti normativi specifici, tanto che non viene mai nominata quota 100 né viene spiegato come e a chi sarà distribuito il reddito di cittadinanza.

Altri capitoli della bozza riguardano la cedolare secca al 21% sull’affitto degli immobili a uso commerciale per i contratti stipulati nel 2019 (purché al 15 ottobre 2018 non risultasse già in essere “un contratto non scaduto tra i medesimi soggetti e per il medesimo immobile”), e la proroga della riduzione del canone Rai a 90 euro per gli anni successivi al 2018. La misura conferma e proroga anche l’esenzione dal pagamento del canone per gli anziani con una soglia di reddito inferiore agli 8 mila euro.

Il documento sancisce che i maggiori incassi rispetto alle previsioni che saranno realizzati con l’asta per le frequenze 5g (che ha raggiunto i 6,55 miliardi contro una previsione di 2,5) “concorrono al conseguimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, in coerenza con i criteri di contabilizzazione previsti per i saldi di finanza pubblica”. Nelle previsioni viene anche istituito un fondo con una dotazione di 100 milioni a decorrere dall’anno 2019 da destinare ad interventi a favore della famiglia.

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