Cittareale. Il sindaco Francesco Nelli e il progetto Alte Terre

Tra le meraviglie del mondo spicca il Colosseo, a volere la sua costruzione fu l’imperatore Tito Flavio Vespasiano, capostopite della dinastia flavia, i  cui natali appartengono all’antico Vicus Phalacrinae, oggi Cittareale. Diversi i personaggi storici che ruotano intorno alla cittadina, tra questi Manfredi di Svevia e Roberto d’Angiò. Per lungo tempo sotto l’egida de L’Aquila, oggi fa parte della provincia di Rieti. Luogo quasi incontaminato. Reperti archeologici di età romana, montagne innevate, aria pulita, laghi, viuzze caratteristiche regalano ai visitatori un paesaggio inaspettato per il quale molti affronterebbero numerosi chilometri nel raggiungerlo, inconsapevoli che si trovi nel centro Italia facilmente raggiungibile dalle Marche, l’Abruzzo, la Toscana e l’Umbria. Visti i recenti terremoti è stato necessario che le aree colpite ridestassero la chioma per cui è  nato un progetto chiamato Alte Terre, protagoniste?  Amatrice-Accumoli, Cittareale, Posta e Antrodoco-Cittaducale-Castel Sant’Angelo. Sono 21 i tenaci imprenditori locali che hanno costituito il Consorzio Salariaè. Aziende dedite all’accoglienza e alla produzione, tutte, seppure in modo diverso, colpite dal sisma dell’agosto del 2016, ciascuna con la comune volontà di rimboccarsi le maniche e rimettersi in piedi, sfruttando quello che questo territorio offre. Si organizzano delle vere e proprie gite fuori porte denominate Pic –  Nic Diffuso.  Seicento km quadrati di incontaminata bellezza nei quali è lecito affondare nell’infinito, rilassarsi, visitare i dintorni e soprattutto assaporare. A descrivere l’iniziativa è il sindaco poco più che quarantenne Francesco Nelli. Sebbene la  sua formazione culturale sia capitolina possiede un attaccamento alla terra  non comune e sostiene: “Essere il primo cittadino di un piccolo centro non è lo stesso che esserlo di una grande città. È  diverso soprattutto l’approccio con le persone. Nel primo caso si ha un rapporto con i residenti diretto, è necessario star loro vicino. Proprio ora ho finito di occuparmi di alcune famiglie ancora da sistemare dopo il terremoto dell’agosto 2016.  Mi sento responsabile nei loro confronti e mi immedesimo; nel secondo caso, invece, si hanno, certamente,   maggiori responsabilità ma anche un numero superiore di collaboratori. Questa è un’area copiosa di brava gente lavoratrice. Qui le persone sono  dignitose, grintose. Nonostante ciò abbiamo bisogno di aiuto. Il progetto Alte Terre ha l’obiettivo di promuovere il territorio ma soprattutto di farlo scoprire e riscoprire. Le persone che per poco tempo restano qui per lavorare si affezionano agli autoctoni e ai luoghi. In questa zona si sono formati chef di fame, ristoratori laboriosi. Non posso negare che le istituzioni, durante l’emergenza, ci abbiano affiancato, ma ora è giunto il momento di raccogliere i frutti. Formaggi, prosciutti, la birra Alta Quota sono solo alcune delle nostre prelibatezze, per non parlare della pasta alla amatriciana,  chi non la conosce. Natale è alle porte, molti i cestini che si regalano per l’occasione contenenti leccornie locali, perché non ordinarli qui?”  Spesso è facile parlare di solidarietà, ma è necessario attuarla…Il noto scrittore greco di favole Esopo sosteneva: “Se i grandi sapessero unirsi ai piccoli, tutti starebbero bene.”

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