Milano. Al via la riorganizzazione dei servizi per i senzatetto

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Riorganizzare e rendere più efficaci i servizi per i senza fissa dimora, uniformare e potenziare l’offerta. Sono gli obiettivi del Comune di Milano per migliorare la governance dei servizi dedicati ai clochard. In questa direzione vanno una delibera approvata dalla Giunta e una serie di avvisi pubblici per la cogestione di progetti insieme al terzo settore che, in totale, prevedono un impegno di circa 7 milioni di euro. Un investimento straordinario e mai fatto prima. Un piano che metterà a disposizione – ogni giorno e per tutto l’anno, ad eccezione del periodo del cosiddetto piano freddo, quando continueranno ad essere disponibili per i clochard oltre 2700 posti su 7000 dedicati a tutte le emergenze sociali – 300 posti in più nelle strutture milanesi, dedicati a progetti speciali che l’Amministrazione avvierà questo autunno e che saranno dedicati ai senza fissa dimora più fragili o ai cosiddetti irriducibili della strada. Accanto all’ampliamento dell’offerta in termini quantitativi, infatti, si inserisce il miglioramento in termini qualitativi. Il concetto di centro di accoglienza esclusivamente notturno diventa marginale e viene affiancato da soluzioni più efficaci che puntano ad andare oltre la logica emergenziale.

Le nuove soluzioni alloggiative

Tre le nuove soluzioni messe a disposizione attraverso un bando da oltre 2,4 milioni di euro lanciato dal Comune: housing first e housing led: questo tipo di accoglienza è dedicato ai cosiddetti irriducibili, coloro che hanno sempre rifiutato l’ospitalità nei centri e che ormai da molto tempo vivono in strada. Questa soluzione identifica la casa come punto di partenza per avviare un percorso di inclusione sociale. In sostanza, la persona verrà ospitata in un appartamento e inquadrato all’interno di un progetto personale che prevede che venga seguito da un tutor che lo accompagni nel prendersi cura della casa e nel reinserimento lavorativo. Sono 50 i posti in appartamento che verranno messi a disposizione; microstrutture collettive: si tratta di luoghi di accoglienza di piccole e medie dimensioni dove però, pur non essendoci l’autonomia di un appartamento vero e proprio, i senza fissa dimora verrebbero accolti in maniera continuativa, non solo di notte. La struttura, dunque, rappresenterebbe per loro una sorta di casa da gestire in comunità e con l’aiuto degli operatori presenti in maniera fissa. Saranno 60 i posti messi a disposizione per questo tipo di soluzione; macrostrutture collettive: le strutture attualmente esistenti – che mettono a disposizione circa 500 posti – modificheranno completamente il loro funzionamento trasformandosi da semplici dormitori in luoghi aperti tutto il giorno e che coinvolgano gli ospiti in diverse attività, comprese quelle di manutenzione e cura degli ambienti. A queste soluzioni se ne aggiunge una quarta: con un bando che uscirà entro fine anno, l’Amministrazione metterà a disposizione 80 posti per senza fissa dimora con particolari vulnerabilità di tipo fisico, psichico o relative alla dipendenza. Saranno seguiti da personale specializzato in strutture di seconda accoglienza, con l’obiettivo che seguano un percorso positivo di recupero per poi rientrare nell’accoglienza ordinaria e andare avanti nel percorso di inclusione sociale.

I bandi per servizi e assistenza

Il Comune di Milano è inoltre in cerca di soggetti, associazioni o gruppi di cittadini che si candidino come volontari per gestire spazi, comunali o propri, per ospitare senza fissa dimora. L’intenzione è quella di costituire un elenco che raccolga le realtà che già esistono e quelle che si candidano a partire con un’esperienza nuova a cui l’Amministrazione possa fare riferimento in caso di emergenza. Nell’ottica di promuovere un miglioramento della gestione dei servizi per i senza fissa dimora, l’Amministrazione ha promosso altri due avvisi pubblici che, come il primo, mettono a disposizione risorse provenienti dal Programma operativo nazionale per il contrasto alla grave emarginazione (PON Inclusione). La prima gara è destinata a soggetti del terzo settore disponibili a lavorare col Comune per garantire a chi vive per strada il diritto alla residenza anagrafica che è indispensabile per richiedere documenti come la carta di identità e la tessera sanitaria e, di conseguenza, poter godere di alcuni diritti fondamentali, come l’accesso alle cure attraverso il servizio sanitario nazionale. Il bando da 180 mila euro prevede la creazione di almeno uno sportello in ogni municipio – che si andranno ad aggiungere a quello già attivo da alcuni anni in Municipio 1 – a cui le persone senza fissa dimora, che dimostrino di avere una relazione continuativa con il territorio ed esprimano la volontà di rimanere a Milano, possano rivolgersi ed essere accompagnati nella presentazione della richiesta della cosiddetta “residenza fittizia”. I termini del bando si sono chiusi lo scorso 12 settembre e l’affidamento del servizio al vincitore avverrà entro fine mese. Il secondo bando da 100 mila euro, chiuso il 14 settembre, è destinato a un progetto per la costituzione di squadre mobili congiunte composte da operatori sociali, personale di Amsa e agenti della Polizia locale che intervengano, soprattutto su segnalazione, per aiutare i senzatetto in difficoltà. Le hub mobili andranno ad aggiungersi a quelle messe a disposizione dalle 19 associazioni che già collaborano col Comune di Milano e che ogni notte a rotazione presidiano la città. Il servizio, che verrà affidato al vincitore della gara entro fine mese, prevederà anche la messa a disposizione di una ventina di posti letto per accogliere in emergenza chi viene intercettato grazie alle segnalazioni.

I fondi a sostegno dei Centri e dei loro ospiti

Inoltre, attraverso una delibera, l’Amministrazione ha approvato venerdì le linee di indirizzo per un bando finalizzato a individuare uno o più enti del Terzo settore che acquistino, immagazzinino e forniscano alle strutture convenzionate con il Comune adibite per l’accoglienza dei senzatetto beni di prima necessità come indumenti, prodotti per l’igiene personale, kit di emergenza, alimenti e altri prodotti necessari a promuovere l’autonomia della persona. A questo scopo sono state stanziate risorse per 4.226.570 euro provenienti dal Programma Operativo I relativo al Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), che saranno la base d’asta del bando che sarà pubblicato entro la fine dell’anno. Alle candidature saranno assegnati un massimo di cento punti: 80 per l’offerta tecnica e 20 per l’offerta economica. La durata dell’appalto sarà di 12 mesi, con possibilità di concedere una proroga. “Il Comune di Milano – ha commentato l’assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti Pierfrancesco Majorino – mette ormai da tempo in campo uno sforzo pari a quello di nessun altro comune d’Italia nella gestione del problema di chi non ha una casa e si trova a vivere per strada. L’obiettivo, adesso, è quello di fare un passo ulteriore promuovendo un cambiamento negli interventi di prima accoglienza, privilegiando una logica non emergenziale nella pianificazione e inserendo ogni iniziativa all’interno di un percorso individuale personalizzato. Lo facciamo con questo investimento straordinario e mai fatto prima, collaborando con il Terzo Settore che in questa città si è sempre dimostrato volenteroso e attivo”.