“I Giganti della Sila”, patrimonio naturale unico in Europa

Va a ‘gonfie vele’ la Rassegna Letteraria Nazionale, meglio nota come ‘Incontri Silani-percorsi culturali-6^edizione 2018, in corso di svolgimento nel Pala-Villaggio di una rinomata e storica località silana, Moccone, poco distante da Camigliatello (CS). L’intera Rassegna, curata in ogni particolare organizzativo, porta la paternità di un piccolo ma tenace editore calabrese, Egidio Bevilacqua.

L’originale Manifestazione abbraccia anche altri importanti comparti, quali l’enogastronomia, i prodotti tipici della Sila, una vetrina editoriale, mostre tematiche sul fenomeno turistico-ambientale, convegni divulgativi sui principali settori produttivi agro-zootecnici dell’Altopiano silano. Ci sono in evidenza opere di grande fascino e di sicuro prestigio negli incontri che sono a cadenza quotidiana e che stanno caratterizzando gli ultimi scampoli d’estate sull’Altopiano calabrese.

Una Guida per meglio conoscere il mondo dei ‘Patriarchi della Sila’
La Nuova Guida

Questa volta l’attenzione è stata rivolta alla nuova guida su:“ I Giganti della Sila-Riserva Naturale Guidata Biogenetica di Fallistro”. Istituita con Decreto n.426 del 21.07.1987 dal Ministro dell’Ambiente del tempo, quell’Accademico-Naturalista, qual è stato, il compianto Prof. Mario Pavan, che portava con se il ricordo di una decisiva visita ai ‘Patriarchi’. Questo ‘Forziere di Biodiversità’ venne concesso in gestione al meritorio Corpo Forestale dello Stato. Dopo l’istituzione del Parco Nazionale della Sila, avvenuta con D.P.R 14.11.2002, l’Area della Riserva fu acquisita nel patrimonio dell’Ente Parco.

Altro passaggio da segnalare,per restare all’attualità-che reca la data del 28/05/2016, è quello relativo all’affidamento al Fondo Ambientale Italiano (FAI) della gestione della preziosissima Riserva del Fallistro, con una formale intesa tra Parco e FAI, che ha compreso la donazione alla Fondazione dell’Antico ‘Casino Mollo’.

Una Struttura altrettanto importante, testimonianza di un ‘presidio’dell’antichità dove eventi ed avvenimenti hanno accompagnato, nei secoli, il naturale svolgersi di un patrimonio forestale, la cui unicità-non solo per la veneranda età  delle piante-è riconosciuta a livello universale.

E veniamo alla guida, prezioso ausilio di conoscenza, utile compendio anche per il mondo della Scuola.

” I Patriarchi della Sila”

Quello che è stato definito, nel corso della presentazione ufficiale,uno strumento divulgativo-informativo, di sicura utilità, è stato minuziosamente illustrato dai due curatori:Ludovico Serra e Herman Morrone, in presenza dell’editore, Egidio Bevilacqua e della responsabile FAI della Gestione Operativa “ I Giganti della Sila”, Simona Lo Bianco.

Nel corso dei lavori sono stati illustrati i rari elementi botanici, caratterizzanti un maestoso, meglio definirlo monumentale, bosco ultracentenario che madre natura, con la sapienza e la lungimiranza di alcune persone, ha ‘gelosamente’ conservato nel tempo. Nonostante le complesse traversie e diatribe, a parte i diversi tentativi di atti vandalici che, per fortuna, sono stati fortemente ridimensionati.

Un luogo ancestrale, uno scampolo di foresta primordiale che ‘racconta’ la storia e l’evoluzione di preziose piante forestali (pini larici e aceri montani, in prevalenza) che risalgono al tardo 1500.

Uno scrigno inestimabile di valori in assoluto, sia dal punto di vista scientifico, sia per la valenza storico-sociale dei luoghi silani,che hanno segnato un’epopea di riscossa di quanti erano dediti alle attività rurali, una combattiva civiltà che ha animato le attività agro-silvo-pastorali dell’Altopiano.

Il ‘Pinosauro’ nella Riserva

La Riserva è, di fatto, un vero e proprio prodigio della natura,dunque, nel cuore della Sila, in una amena, quanto storica, località rurale un tempo caratterizzata da una comunità di assegnatari e poderisti, i beneficiari delle mitiche lotte contadine. La località silana in questione è Croce di Magara, accattivante villaggio, che ancora oggi vive tra leggende e storie vissute, realizzato ai tempi della Riforma Agraria dall’antesignana O.V.S.  (Opera Valorizzazione Sila), oggi ARSAC ( Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese) .

 
Un Grandioso Spettacolo della Natura,una Storia Secolare

A 1400 metri, sull’Altopiano della Sila, si conservano alberi alti fino a 45 metri, dal tronco largo 2 e dall’età straordinaria di 350-400 anni, testimoni delle antiche selve silane:la “ Silva Brutia”. Un bosco ( degnissimo rappresentante del ‘Gran Bosco d’Italia), la rarità delle sue creature, un angolo di paradiso, con 57 colossali piante, di cui 51 erette ed in ottima conservazione.

Visite Guidate in Riserva

Trattasi di esemplari di pini larici (ma l’esatta definizione scientifica è: (Pino Nero Calabro-Pinus nigra ssp.laricio var.calabrica) e aceri montani(Acer pseudoplatanus) messi a dimora nel Seicento dai Baroni Mollo.

Un particolarissimo e raro patrimonio naturale-forestale che rappresenta una testimonianza storico-biologica di inestimabile valore. Nella Riserva l’intervento umano è quello prioritario della prevenzione e della buona gestione, quello che tutelato è il bene rarissimo che l’Area protetta racchiude ed il tempo è scandito come sempre: lasciare che la natura faccia il suo corso.

Infatti, le piante presenti nella Riserva vengono lasciate crescere senza importanti interventi conservativi da parte degli operatori. Anche gli esemplari abbattuti dagli elementi naturali o dalla vecchiaia sono lasciati sul Sito.

Tali ‘relitti’ rimangono esposti, alla curiosità dei visitatori ed ai normali processi biologici di deterioramento graduale, in un rispetto integrale dell’ecosistema e della biodiversità. Questi alberi che hanno cessato la propria vita biologica, ne iniziano subito un’altra: quella di alimentare altra natura e nuova vita animale nell’ambito della Riserva.

Parliamo di un luogo che rievoca aspetti ancestrali, che ha preservato e tramandato alle nuove generazioni imponenti  testimonianze del mondo botanico, autentici “monumenti naturali” che, alla vista, suscitano grande meraviglia e ammirazione, quando non è la commozione a far capolino.

Sentiero nella Riserva

Il visitatore si trova al cospetto di alberi dal fusto colonnare, con un’ampia chioma irregolare, con una ramificazione espansa. Oltre ai pini neri nell’area della Riserva trovano il proprio habitat: meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli,vegetazione spontanea, arbusti ed erbe officinali.

Altrettanto rappresentativo è il microcosmo della fauna, dell’avifauna e dei rettili. Trascorrere qualche ora al cospetto dei ‘Patriarchi’ si prova un qualcosa di irripetibile, come se ad un tratto ci si trova proiettati sul set di una bella favola, e si immagino questi ‘Giganti del Bosco’ che ‘camminano e parlano’, che ‘coccolano’, sui propri rami, bambini e bambine gioiose. Gli avventori nella Riserva vengono ‘catturati’ dalla maestosità degli alberi  e sono momenti… ‘da togliere il fiato’. Si vive un’atmosfera unica, in un luogo inimitabile, dove si respira soprattutto l’aria più pulita d’Europa.

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