Italiani e Vino: come cambia l’enogastronomia in Italia

L’enogastronomia è una forma di turismo in costante crescita. Basti pensare che, statisticamente, almeno 1 italiano su 3 ha svolto un viaggio o ha preso parte ad una manifestazione enogastronomica. Quasi di conseguenza, in 2 anni il turismo dedicato al vino è salito del 9%.

Numeri che parlano chiaro, considerando il crescente interesse della clientela vinicola. Proprio quest’ultima sta continuamente cambiando, anche grazie ai millenials che presentano esigenze e richieste sempre più specifiche e interessate, a differenza del “vecchio pubblico” che trae giovamento anche dal solo bere bene.

Il nuovo turista enogastronomico

Il turista enogastronomico odierno non è solo un assaggiatore, ma è diventato un vero e proprio cultore del vino che si interessa sulla produzione, sul territorio e sui brand presenti sul mercato.  Insomma, l’enogastronomia e la cultura del vino ha acquisito una certa priorità rispetto agli anni precedenti.

In quanto a destinazioni, sappiamo tutti che il bel paese ha molto da offrire. La toscana è senz’altro la destinazione più in voga, considerando vini oramai caratteristici come il Chianti Classico o il Brunello di Montalcino. Tuttavia, anche Veneto, Lombardia e Piemonte non si fanno mancare niente nelle loro cantine.

Non solo Italia: altrettanti sono i turisti enogastronomici che si muovono in territori internazionali come ad esempio Francia e Portogallo. Vini esemplari come un Bordeaux o un Bourgogne sono delizie per tutti i palati, per non parlare del corposo vino Porto dei territori lusitani.

Ad ogni modo, è opportuno precisare che gran parte dei turisti italiani all’estero hanno sempre un debole per la propria terra. Non poche sono le occasioni in cui un italiano ordina un buon piatto di pasta o richiede un vino toscano in una cantina estera.

Chiamata anche “gastromania”, la scelta di fare un viaggio in base al tipo di vino che si desidera assaggiare è sempre più in voga. È oramai chiaro che le esperienze correlate al cibo e soprattutto al vino sono una richiesta preponderante per gran parte dei turisti italiani.

Buffo accorgersi che questo modo di fare turismo era, fino a qualche anno fa, una tendenza perlopiù straniera. Spesso erano tedeschi e francesi a muoversi in territorio italiano per degustare le migliori produzioni in circolazione nelle vaste lande toscane.

I cambiamenti delle esperienze enogastronomiche

Sembra che le esperienze enogastronomiche più frequenti riguardino abbinare un buon vino a prodotti territoriali, oltre che visitare mercati con cibi e piatti tipici. Anche i food truck sono una tendenza moderna che viene parecchio apprezzata.

Inoltre, i turisti enogastronomici odierni sono sempre più bramanti nel prender parte a visite guidate legate alla storia e alla produzione dei vini. Si parla di un 40% dei turisti che viaggiano “per il vino” e che vogliono soddisfare la loro sete di conoscenza vinicola.

Sempre maggiori sono le richieste e sempre in aumento sono le manifestazioni legate al vino. Vi dice niente Vinitaly? Manifestazione che conta ben 53 edizioni, Vinitaly valorizza non solo la città di Verona in cui ha luogo, ma anche la raffinatezza e la qualità inimitabile del vino italiano e della cultura enogastronomica nazionale.

Moltissimi sono i brand di qualità che si possono trovare a Vinitaly, come ad esempio la catena di enoteche Signorvino. Signorvino è infatti una realtà di spicco in grande crescita soprattutto negli ultimi anni. Questo avviene grazie alle sue scelte legate al made in Italy e al territorio locale.

Detto questo, il turismo enogastronomico è in sé e per sé una realtà che si sta affermando negli anni. Forse grazie ai millenials, forse grazie alla qualità sempre più alta dei prodotti e del territorio nazionale, il vino è un piacere quotidiano che, se approfondito, diventa un’esperienza densa e profonda che permette di risvegliare gli animi.

 

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