Stati Uniti in lutto: morto il senatore repubblicano John McCain

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John McCain è morto all’età di 81 anni. Il veterano del Vietnam, senatore repubblicano, combatteva da tempo contro un tumore al cervello. Venerdì aveva annunciato la sua decisione di sospendere le cure. Nonostante la malattia McCain ha cercato di rispettare i suoi impegni politici fino alla fine, sfidando anche il presidente. Nel 2008 corse contro Barack Obama alle presidenziali. Finora rimasto in silenzio di fronte alla decisione di Maverick McCain di smettere la terapia, il presidente Donald Trump esprime in un tweet il suo “più profondo rispetto per la famiglia di McCain. I nostri cuori e le nostre preghiere sono con voi”. Fra Trump e McCain i rapporti non sono stati dei migliori, con il senatore che ha inflitto al presidente uno schiaffo pesante sull’Obamacare e Trump che non l’ha mai dimenticato. Ma le tensioni risalgono anche a prima. Alla campagna elettorale in cui Trump lo ha accusato di non essere un eroe visto che era stato catturato dai vietcong. “Grazie senatore McCain – twitta la First Lady Melania Trump – per il suo servizio al Paese”. L’ex presidente Barack Obama ricorda la loro sfida alle elezioni presidenziali del 2008. “Eravamo molto diversi ma condividevamo la fedeltà a qualcosa di più alto, ovvero agli ideali per cui generazioni di americani e immigrati hanno combattuto, manifestato e fatto sacrifici” afferma, definendo il senatore repubblicano un “coraggioso”, che “ci ispira”. L’ex presidente Bill Clinton ringrazia McCain per il ruolo svolto nella normalizzazione dei rapporti fra Stati Uniti e Vietnam, e ne ricorda la tenacia e la non paura a rompere gli schemi se lo riteneva giusto. Nel 1967 in Vietnam il suo aereo prese fuoco mentre si preparava al decollo da una portaerei. Pochi mesi dopo fu abbattuto dai nordvietnamiti nel cielo di Hanoi. McCain, ripescato da un laghetto nel centro della città dove ancora oggi una lapide ricorda l’evento, sopravvisse di nuovo, con le gambe e un braccio a pezzi. I vietnamiti lo catturarono, lo colpirono più volte con le baionette e lo chiusero nell’ex prigione francese, dove trascorse anni da incubo, torturato e usato per fini di propaganda dopo la scoperta che era il figlio dell’ammiraglio che comandava tutte le forze nel Pacifico. Al ritorno negli USA entrò in politica, ma negli anni ’70 ebbe difficoltà a costruire una seria carriera, anche per la movimentata vita personale. La prima moglie, una modella, divorziò nel 1980 perché stufa dei tradimenti. “Ero un quarantenne egoista e immaturo”, ha raccontato McCain, che si risposò subito, stavolta con Cindy Hensley, erede di una fortuna della birra. Solo negli anni Ottanta, al tempo di Ronald Reagan, John cominciò a farsi conoscere, anche come protagonista di iniziative spesso non condivise dal suo stesso partito come le leggi di riforma del finanziamento elettorale e contro le torture. Nel 2000 tentò una prima volta la corsa alla Casa Bianca, con una campagna fuori dagli schemi. Dato politicamente per morto dopo la sconfitta alle primarie contro George W. Bush, era resuscitato a sorpresa come candidato GOP nel 2008. Al suo fianco Sara Palin come vice, ma alla fine Barack Obama risultò troppo forte.