Cosa bisogna sapere prima di acquistare un kit di videosorveglianza senza fili

Un kit per la videosorveglianza rappresenta la soluzione più appropriata e più efficace per chi ha intenzione di migliorare la sicurezza della propria abitazione, o di qualsiasi altro edificio, in modo performante e rapido. La semplicità di installazione è solo uno dei pregi di un kit di questo tipo: sul mercato se ne possono trovare numerose versioni, che differiscono le une dalle altre soprattutto per la tecnologia che le caratterizza.

I kit di videosorveglianza IP

Dal punto di vista tecnologico, i kit per la videosorveglianza IP possono essere considerati i migliori, o comunque i più validi prendendo in considerazione il rapporto tra le prestazioni offerte e il prezzo a cui è possibile acquistarli. La tecnologia IP permette, tra l’altro, di usufruire di immagini dalla qualità elevata: un aspetto di non poco conto nel momento in cui a essere ripresi sono i volti di ladri e malintenzionati. Non solo: in questo modo è più semplice riconoscere e identificare anche le targhe dei veicoli. Ovviamente, è molto importante valutare con attenzione il numero di telecamere che devono essere installate e la risoluzione per cui si decide di optare.

I kit di videosorveglianza analogici

Una proposta alternativa può essere individuata nei kit per la videosorveglianza analogici, che probabilmente rappresentano i kit più diffusi e scelti dagli acquirenti: il motivo è da ricercare soprattutto nel prezzo conveniente. Si tratta di soluzioni appropriate per tutti coloro che devono fare i conti con un budget non troppo elevato e che, quindi, non hanno la possibilità di spendere più di tanto per i dispositivi di videosorveglianza. Le telecamere CMOS e CCD, così come le telecamere analogiche 960h, garantiscono standard di qualità più che apprezzabili. Uno dei punti di forza di tali kit consiste nella facilità di installazione e, più in generale, nella semplicità di configurazione; vi si ricorre, in modo particolare, per tenere sotto controllo i parcheggi e tutti quei contesti che non presuppongono delle esigenze di dettaglio particolari.

I kit di videosorveglianza HD-CVI

Diversi da quelli analogici, i kit per la videosorveglianza HD-CVI si basano sulla tecnologia omonima, che ha il pregio di mettere a disposizione un vasto assortimento di soluzioni, a 960p o a 1080p. Volendo, è possibile scegliere anche kit con a bordo audio o focale motorizzata non dovendo avere a che fare con cablaggi ulteriori. L’HD-CVI porta l’HD sul cavo coassiale: la tecnologia è stata messa a punto e brevettata da Dahua, e favorisce un incremento consistente delle performance, specialmente per ciò che concerne la qualità delle immagini che vengono acquisite.

I kit di videosorveglianza AHD

kit per la videosorveglianza AHD, infine, nascono in risposta al TVI e al già menzionato HD-CVI: anche in questo caso l’HD viene portato sul cavo coassiale. La caratteristica distintiva di questa tecnologia è rappresentata dalla totale compatibilità con le videocamere analogiche: ciò vuol dire che, in caso di necessità particolari, si può ipotizzare di ricorrere anche a kit che si basano su tecnologie miste. Da notare anche la semplicità di manutenzione.

Una volta conosciuti i diversi modelli di kit a disposizione sul mercato, resta da capire quali siano le variabili e i fattori da prendere in considerazione per la scelta di quello più adatto. Il primo aspetto che è necessario valutare riguarda l’estensione della zona che deve essere videosorvegliata, che – come si può intuire – incide sul numero di telecamere che dovranno essere impiegate. Dopodiché si può pensare se puntare su un kit videosorveglianza senza fili o per uno cablato, sempre tenendo presenti le caratteristiche del contesto. Individuare la tecnologia che si ritiene più idonea ai propri bisogni è un altro passaggio decisivo: se si è intenzionati a usufruire di soluzioni wireless si può puntare sulla tecnologia IP, che per altro permette anche di alternare le videocamere senza fili con realtà che sfruttano il cavo di rete. Nel caso in cui si dovesse propendere per soluzioni filari, è sempre indispensabile avere l’accortezza di far passare i fili all’interno di canaline diverse rispetto a quelle della corrente, perché in caso contrario si correrebbe il rischio di avere a che fare con disturbi sul segnale.

Un altro fattore che non può passare inosservato è quello relativo al periodo di accensione di un kit per la videosorveglianza: un impianto di questo tipo, infatti, a meno di casi eccezionali è destinato a restare acceso sempre, 24 ore su 24. Anche per questo motivo è consigliabile comprare un hard disk e un registratore di qualità. Non è necessario spendere molto, invece, per l’acquisto del monitor, dal momento che al giorno d’oggi si può usare senza problemi lo schermo di un computer o un televisore che dispone di un’uscita HDMI e VGA.

Per installare in maniera corretta un kit per la videosorveglianza c’è bisogno di un cartello di videosorveglianza, di un tester, di un gruppo di continuità, di una pinza, di un cavo di rete, di un alimentatore per le telecamere, di uno o più cavi di alimentazione, di cavi e connettori video, di un hard disk e di un registratore caratterizzato da un numero di canali pari a quello delle telecamere che sono destinate a essere impiegate. L’assemblaggio dei diversi componenti è più semplice di quel che si possa ipotizzare: quello che conta è assicurarsi di aver steso i cavi in maniera adeguata, evitando la formazione di nodi che rischiano di compromettere l’efficacia della trasmissione del segnale. Per non creare confusione dal punto di vista dei collegamenti, inoltre, è sempre opportuno preferibile numerare i cavi in uscita e in entrata.

Nel momento in cui vengono installate le telecamere, si deve badare ai punti di illuminazione notturna; inoltre è bene tenere conto dei possibili riflessi che rischiano di rendere inerti le telecamere accecandole. Una volta che ciascuna telecamera è stata collegata con il registratore, non rimane altro da fare che connettere ognuna di esse con l’alimentazione; dopo che il videoregistratore e l’hard disk sono stati collegati, il sistema può essere considerato pronto. Una particolare attenzione va riservata al videoregistratore, che deve essere collocato in un ambiente caratterizzato da una discreta aerazione e che deve essere configurato in ogni funzione. L’accesso da remoto reso disponibile dalla maggior parte dei kit odierni, ad ogni modo, permette di monitorare ogni aspetto attraverso lo smartphone.

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