Il petrolio accompagna la storia dell’uomo da sempre: le prospettive del mercato

Il petrolio nel 2018 non è l’unica fonte di energia ma è indubbiamente quella principale. Il ciclo di produzione è articolato. Va dalla ricerca dei giacimenti passando per l’estrazione del greggio, il trasporto alle raffinerie, la distillazione dei derivati (benzine, gasolio, kerosene) e la distribuzione dei prodotti. L’Italia acquista quasi tutto il petrolio che consuma all’estero. I maggiori fornitori per il nostro Paese sono Nazioni arabe: Arabia Saudita, Kuwait, Iran, Libia ed Algeria.

L’economia mondiale ruota intorno al petrolio e alle sue oscillazioni. L’oro nero è un liquido infiammabile, viscoso e preziosissimo. Per vedere la quotazione del petrolio in tempo reale puoi trovarla qui: https://www.filippomartin.com/quotazione-petrolio-in-tempo-reale-oggi/. E’ possibile così avere un’idea dell’importanza che a tutt’oggi riveste il greggio. Si tratta di una fonte energetica che va ad esaurirsi e quindi prima o poi bisognerà passare a fonti rinnovabili / alternative e che rispettino di più l’ambiente.

Il petrolio accompagna la storia dell’uomo

Gli antichi greci usavano la parola naphtha. Con essa indicavano il fiammeggiare tipico delle emanazioni petrolifere. I popoli dell’antichità quindi erano a conoscenza dei giacimenti di petrolio superficiali. E li sfruttavano per la produzione di medicinali e bitume o per alimentare le lampade.

Il petrolio era usato in guerra dagli antichi. Nell’Iliade, Omero narra di un fuoco perenne lanciato contro le navi dei greci. Il fuoco greco dei bizantini era un’arma creata con petrolio, una miscela di olio, salnitro, zolfo e resina. Non poteva essere spenta dall’acqua. La miscela era cosparsa sulle frecce o lanciata verso le navi nemiche per darvi fuoco.

L’industria petrolifera

Correva l’anno 1850 quando a Titusville, Pennsylvania, negli USA, per l’iniziativa di Edwin Drake, nasceva l’industria petrolifera. Il 27 agosto 1859 venne aperto il primo pozzo petrolifero redditizio del mondo. L’introduzione del motore a combustione interna ha dato il via alla domanda che ha sostenuto questa industria. I primi giacimenti in Pennsylvania e in Ontario sono stati esauriti. Il boom petrolifero si è spostato in Oklahoma, Texas e California. Altri Paesi avevano considerevoli riserve petrolifere nei loro possedimenti coloniali. Tutti iniziarono ad usarli a livello industriale.

All’inizio del ventunesimo secolo il 90% del fabbisogno di combustibile è coperto dal petrolio. Le crisi energetiche del 1973 e del 1979 hanno acceso il dibattito sui livelli delle scorte di petrolio. Esso infatti è una risorsa limitata e quindi destinata ad esaurirsi. Il prezzo di un barile di petrolio è cresciuto dagli 11 dollari del 1998 a 147, per poi ripiegare fino a 45 nel dicembre 2008. In seguito le quotazioni del greggio hanno ripreso a crescere per stabilizzarsi al di sopra dei 100 dollari nel marzo 2011. In conseguenza all’elevata volatilità del prezzo di un barile, l’OPEC ha preso in valutazione di tagliare la produzione per far aumentare i costi dell’oro nero.

L’accesso al petrolio

E’ stato uno dei fattori scatenanti di diversi conflitti incluse la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra del Golfo. La maggior parte delle riserve accessibili si trovano nel Medio Oriente, un’area molto instabile sul piano politico. Fonti alternative e rinnovabili di energia sono disponibili ma ad oggi non ve n’è una che può rimpiazzare totalmente il petrolio.

La fine della stagione dei tagli

Meno di due anni è durata la stagione dei tagli alla produzione di petrolio. E’ servita a fare risalire i prezzi. Il barile si è assestato ad oggi ad un prezzo tra 65 e 75 dollari. A Vienna, al vertice Opec, allargato agli altri paesi produttori, si è trovato un accordo per aumentare la produzione di greggio.

Il documento sottoscritto proprio in queste ore parla di un incremento di 1 milione di barili al giorno ma solo nominale. In concreto non sarà più di 600 mila barili. Non tutte le Nazioni infatti sono in grado di aumentare la produzione.

Il futuro del petrolio

Il prezzo del petrolio oscilla in base ai mercati e a diversi fattori tra cui l’imminente rivoluzione nel trasporto marittimo. Molti analisti infatti guardano alle nuove regole in vigore dal primo gennaio 2020. I maggiori produttori di petrolio del mondo sono in fibrillazione.

Dal Capodanno 2020 saranno operative nuove norme sulle emissioni miranti a ridurre l’inquinamento prodotto dalle navi di tutto il mondo. Secondo Amrita Sen, capo analista di Energy Aspects, si tratta del “più grande cambiamento nella storia del mercato” che per alcuni esperti potrebbe avere un impatto sul mercato del petrolio.

Le nuove norme sulle emissioni

Le nuove norme mirano a ridurre le emissioni di zolfo, causa principale di piogge acide e potenzialmente alla base di alcune malattie respiratorie. Le nuove misure dovrebbero portare ad un eccesso di offerta di olio combustibile ad alto contenuto di zolfo e ad un incremento della domanda di prodotti conformi all’IMO. E’ ipotizzabile una spinta per l’industria di raffinazione a produrre più prodotti a norma. Per Sen i produttori del Medio Oriente “registreranno grosse perdite visto che il loro greggio ha di solito un alto contenuto di zolfo”. Gli Stati Uniti riusciranno invece a fronteggiare le misure dell’IMO per via della capacità di produrre greggio più leggero.

Per gli analisti di Morgan Stanley, il Brent salirà a 90 dollari al barile entro il 2020. Le nuove leggi internazionali sulle spedizioni ridisegneranno i tipi di carburante prodotti dai raffinatori. Diversi osservatori esterni ipotizzano che la maggioranza delle compagnie di navigazione stia investendo nella capacità di produrre carburante a basso contenuto di zolfo.

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