La generosità

“ Sebastiano! Dirti grazie è poco; ma desidero anche affermare l’orgoglio e l’onore d’essere nella cerchia dei tuoi amici!, grazie.”

I popoli che abitano il Meridione di questa “ Italia “ riunita a cartoccio sono di per se ospitali, a volte tanto. Ma c’è un popolo fra questi o meglio la grande Nazione “Calabria” che a questo grande senso dell’ospitalità è il suo accento. Chissà quanti calabresi hanno ospitato amici, o tali ritenuti, in casa loro, non facendo mancare nulla, ma proprio nulla! E essere ripagati poi a fine vacanza da questi quando hanno raccontato della loro vacanza ai loro amici con “ ….. tutto bello… ma quelli erano e sono stati asfissianti e poi sempre coi loro lunghi pasti…. Non ne potevamo più! “ Questo è stato detto ( è accaduto anche a me) e sarà sempre detto, per il semplice motivo che è diverso l’interpretazione della –ospitalità- ! Noi calabresi all’ospite diamo la nostra anima e facciamo di tutto per far fare a questo o questi una bellissima e indimenticabile vacanza, forse anche per scrollarci di dosso quel fastidioso e antipatico “ terun “ come per dire guarda che noi siamo questi e non quello che ti è stato fatto vedere. Ma siamo anche molto, ma molto, di più molto di più “ generosi “! E questa innata nostra generosità l’ha ben dimostrata un ragazzo “ reggino “ che qui in Udine si è stabilito, integrato e ha la sua bellissima famiglia. E’ il mio amico Sebastiano Nicolò titolare della sua impresa “ Klimasystem” con sede a Udine. Lui la Santa Pasqua l’ha voluta trascorrere assieme alla madre Caterina e alla sua sposa, con gli amici più stretti oltre che ai suoi collaboratori. Offrendo per l’occasione la tipica “ grigliata di carne “ com’è d’uso da noi in terra nostra, e non solo, ma anche il Kebab, gli arrosticini e quant’altro, tutto a disposizione degli amici e ospiti. Dunque anche qui in terra friulana in questa occasione la “ generosità “ è venuta manifestata non per il mero interesse dello scambio o del ritorno utile, ma solamente perché dettata dal cuore e da quell’innato senso della generosa ospitalità che in noi “ calabresi “ è molto sentita. Si era lì un miscuglio eterogeneo, friulani e calabresi, albanesi, senza alcun pregiudizio, senza alcuna distinzione di colore della pelle, tutti in una serena armonia di pace e fratellanza. Ma la cosa che colpisce o che da sola si evidenzia e che Sebastiano mette tutto a disposizione e lo fa per il piacere dello stare assieme che è “ comunanza” è stata bella quella tavolata lunga davanti agli scaffali dei materiali, ma più di tutto l’aria che si respirava che era quella della festa e sentire parlare in reggino o udinese, albanese! La colonna sonora è stata sempre la cosiddetta allegria, in questo caso pura e semplice allegria che ha fatto dimenticare a tutti indistintamente gli affanni del quotidiano, l’assillo giornaliero degli impegni di lavoro, dei mancati pagamenti, degli assegni a vuoto, la ricerca del lavoro e nonostante ciò Sebastiano salutando ha offerto una busta contenente due colombe pasquali della “ ADMO” a cui è iscritto e sostiene. Forse tutto questo non avrebbe avuto senso senza quella fratellanza, forse la maniera giusta di dire grazie a questo ragazzo così generoso è dire in grecanico Kalos,Kalos ! Grazie Sebastiano!