Tre morti a Catania. Le precisazioni dei Vigili del Fuoco

E’ stato aperto dalla Procura di Catania un fascicolo sull’esplosione avvenuta in uno stabile di via Garibaldi in cui sono morti un artigiano che viveva e lavorava nello stabile e due vigili del fuoco. Al momento non ci sono reati ipotizzati. Infatti spiega il procuratore Carmelo Zuccaro, “non escludiamo alcuna ipotesi se prima non avremo un quadro completo dell’accaduto”.

Sull’esplosione nel palazzo a Catania, per via di una fuga di gas, è arrivata la reazione del Coordinamento nazionale Vigile del Fuoco Unione Sindacale di Base. Ecco quanto scrivono le organizzazioni sindacali in un duro attacco ai mezzi di informazioni, nessuno escluso. “Due vigili del fuoco morti, uno in gravi condizioni per un’esplosione di gas a Catania. Sarebbe il momento del silenzio per le vite stroncate di lavoratori che la morte la guardano in faccia ogni giorno. Silenzio oggi, poi faremo sentire la nostra voce per urlare la nostra rabbia, per le condizioni infami in cui siamo costretti a operare. Ma ci stanno togliendo, oggi, anche il diritto al silenzio”.

“Perché non è possibile ascoltare dai Tg e leggere sui siti che proprio le due vittime sarebbero state la causa della loro morte. Non è tollerabile leggere o ascoltare che una squadra di vigili del fuoco chiamata per una fuga di gas sia intervenuta con mototroncatrici (motoseghe) e cesoie per aprire una porta in una situazione di pericolo. Lo capirebbe il più sprovveduto degli sprovveduti, sarebbe come calarsi in un serbatoio di gas con la sigaretta accesa. Chiediamo rispetto per i colleghi morti di lavoro, chiediamo rispetto per l’opera di quelli che chiamate sempre “eroi”, chiediamo rispetto per il vostro stesso lavoro di “professionisti” dell’informazione che così fanno solo disinformazione. Nessun vigile del fuoco, mai, interverrebbe con quei mezzi in una situazione di pericolo da gas. Il solo pensarlo è offensivo. Scriverlo è delittuoso”.

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