Come e quando intervenire per la manutenzione della caldaia

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Sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di dover fare i conti con una caldaia che smette di funzionare. Spesso e volentieri il beffardo destino fa sì che questo inconveniente accada nelle circostanze peggiori, come ad esempio in pieno inverno. In ogni caso si tratta sempre di una seccatura che vorremmo evitare. Sono tanti i casi che portano una caldaia a bloccarsi o a non funzionare correttamente. Può succedere che l’acqua calda funzioni a intermittenza, oppure che la pressione dell’acqua scenda e abbia bisogno di costanti interventi manuali.  Tutte fattispecie che richiedono l’intervento di qualcuno che sia esperto di assistenza alle caldaie. Comunque si manifesti il problema, alla base c’è sempre da interpretarlo come un campanello d’allarme che sta a significare un malfunzionamento. Ma quando e come fare ad intervenire per risolvere il problema definitivamente? Sarebbe consigliato intervenire subito, al primo accenno di problema strutturale, ma senza tentare improbabili soluzioni personali.  Se la caldaia non funziona bene potrebbe trattarsi di mancata manutenzione. È preferibile dunque contattare immediatamente il centro assistenza tecnica e richiedere l’intervento di un professionista del settore che sia in grado di rimettere a posto la caldaia. Per fare una giusta manutenzione della caldaia, si dovrebbe provvedere a fare un controllo globale almeno una volta all’anno, che consiste nella pulizia della caldaia e in altre manovre che ne garantiscano il pieno funzionamento. Ma attenzione, non sempre la mancata produzione di acqua calda coincide con il mancato riscaldamento. Per questo è importante affidarsi a chi abbia una conoscenza approfondita in materia.

I casi in cui si rende necessaria la sostituzione della caldaia

Succede che spesso, quando ci consigliano di sostituire una caldaia, il primo pensiero che ci affiora per la testa sia negativo perché siamo chiamati a sborsare del denaro. In realtà potrebbe essere una soluzione conveniente, perché una caldaia usurata ci costringerebbe a una manutenzione ben più costosa di quanto succederebbe se dovessimo ricomprarla ex novo. Ci sono le nuove caldaie a condensazione che permettono un risparmio che arriva fino al 20% per la produzione di acqua calda e fino al 30% per il riscaldamento. In ogni caso, bisogna sempre considerare tutti i fattori prima di giungere alla scelta di una nuova caldaia. Bisogna considerare le caratteristiche dell’abitazione e l’utilizzo personale o del nucleo familiare. Nello specifico si devono prendere in considerazione queste esigenze: se la caldaia verrà utilizzata solo per la produzione di acqua calda o anche per il riscaldamento; la grandezza del bollitore, che varierà a seconda del numero di componenti della casa; la potenza generale dell’impianto e altre esigenze di carattere personale. Ci sono poi anche altre importanti componenti da prendere in considerazione, e cioè: – la tecnologia e la qualità dei materiali; – l’etichetta energetica, che stabilisce la classe energetica a cui appartiene l’apparecchio; – la certificazione europea che attesta il corretto funzionamento della caldaia.

Possibilità di detrazioni fiscali in caso di cambio della caldaia

Dicevamo che per molti il cambio della caldaia può rappresentare uno spauracchio in termini economici. La realtà dice però che la spesa non è così elevata, anche perché si può beneficiare di un’importante detrazione Irpef valida fino alla fine dell’anno. Il consiglio è quello di informarsi bene in merito al cambio della caldaia e a tutte le agevolazioni che ci sono, tenendo presente comunque che una caldaia danneggiata darà adito a continui interventi per ripristinarne il funzionamento e quindi comporterà comunque una spesa significativa.