C’era una volta l’Intercity Crotone – Milano: la storia di Euristeo Ceraolo

“C’era una volta l’Intercity Crotone – Milano”. E’ la storia di Euristeo Ceraolo, che si definisce “il pendolare calabrone”. Ecco di seguito la sua denuncia.

“Tutto è iniziato con la soppressione dell’ intercity Milano – Crotone. Siamo tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. Io calabrese originario di Rossano, emigrato per motivi professionali, ero in quel periodo a Forlì, quando il disagio da pendolare ebbe inizio… E’ iniziata così la mia prima battaglia, in trasferta dalla Romagna (Forlì – Cesena), ricordata come la prima protesta di questo tipo, organizzata al Nord Italia per il ripristino dei treni al Sud. Un primato di cui ne vado fiero.

La storia della ferrovia Jonica inizia con un progetto che risale al 1861 (dall’unità d’Italia con Vittorio Emanuele II primo re d’Italia), venne messa in esecuzione nel 1866, partendo dalle due estremità costiere del mar Jonio (Taranto e Reggio Calabria). Il 6 marzo 1870 venne inaugurato il tronco di Rossano della ferrovia Taranto – Reggio Calabria (passando per Trebisacce, Sibari e Corigliano). Dopo quello di Rossano, il 16 giugno 1870 si inaugurò il tronco di Cariati (passando per Mirto) ed il primo giugno 1874 quello di Crotone. La linea entrò in esercizio nel 1876.

Anno 2015: oggi è sotto gli occhi di tutti un vergognoso abbandono delle stazioni ferroviarie Joniche con la voluta soppressione delle fermate e delle stazioni, nonostante la presenza dei treni…E proprio nel bel mezzo dei festeggiamenti dell’unità d’Italia (2011/12) i nostri governanti (politici o tecnici che siano) hanno pensato bene di dividere l’Italia in due. Migliaia di cittadini-lavoratori sono rimasti a piedi, niente più treno. Circa ventuno (21) treni soppressi, creando disagio per i passeggeri, con la grave perdita di circa 2000 posti di lavoro. Difatti erano le risorse pubbliche a garantire le diverse tratte ferroviarie. Riduzione delle risorse da parte dello Stato con conseguenti tagli da parte di Trenitalia.

Alla fine del 2014 si è verificata la soppressione delle fermate in diverse stazioni come la stazione di Mandatoriccio che raccoglieva passeggeri anche dai comuni dell’entroterra Jonico. Lavoratori, studenti, impiegati all’improvviso si sono ritrovati senza il servizio di trasporto pubblico principale, come il treno, e costretti ad utilizzare mezzi privati per raggiungere le destinazioni abituali. Altri, invece, quelli che si sono ritrovati senza il servizio verso una sola direzione (andata o ritorno), sono stati costretti a ricorrere al doppio abbonamento rivolgendosi alle ditte di autolinee, il cui servizio, oltre a essere carente è anche costoso (vedi gli studenti rossanesi scesi in piazza contro li aumenti dei biglietti dei pullman).

Il treno che collega Sibari a Metaponto (Calabria e Basilicata) è un autobus travestito da interregionale: che senso ha mettere un bus sostitutivo delle ferrovie in una tratta dove già esiste una strada ferrata? In questi ultimi anni non solo è aumentato il disagio per il trasporto ferroviario con i vari cambi e l’elevato aumento delle ore di viaggio per arrivare a destinazione, ma è esageratamente aumentato anche il costo dell’abbonamento (nell’ultimo anno di circa il 60%).

Tutto ciò al solo fine di scoraggiare l’utenza ad utilizzare la strada ferrata, prezzo pagato caro soprattutto dal turismo con serie ricadute sull’economia. A nulla è valsa la denuncia dei sindacati: che si “isolava il Mezzogiorno, marginalizzandolo ulteriormente dal resto del paese”, o la denuncia di Legambiente che: “Con i tagli dei treni regionali, si creavano più disagi per i pendolari”.

Contro ogni principio, mancanza di garanzia di un servizio pubblico, contro il principio in cui si basa l’Unione Europea per la libera circolazione dei lavoratori, anche questa suona come una denuncia che si aggiunge al coro. Da non sottovalutare anche l’impatto ambientale; infatti con il taglio delle ferrovie si avvia ad un aumento del traffico su ruota gommata quindi si respira aria più insalubre. Che senso ha bucare una valle per la “TAV” se non si riescono a garantire quelle tratte ferroviarie che tengono unita una Nazione intera?””…

“E’ sparito il mio treno – denuncia Euristeo – il glorioso Crotone-Milano, era il treno in cui i miei nonni, insieme a mia madre con i suoi fratelli emigrarono a Milano con le loro “valigie di cartone”. Lo stesso che prendevo io per spostarmi da Rossano a Forlì e viceversa (…e ricordo che si sono registrati tagli di alcuni treni anche per le tratte siciliane di cui usufruisco spesso visto che ho origini paterne nella provincia di Messina)…”.

“Attualmente si spende per il trasporto pubblico locale una somma che si aggira intorno ai 250 milioni di euro. Tutti i pendolari desidererebbero un servizio che consenta a tutta la popolazione, che si trova nella fascia jonica, di spostarsi tranquillamente da un posto all’altro senza vincoli di orari e il potenziamento del trasporto ferroviario sulla linea jonica (soprattutto senza partire ore prima, quando in realtà la meta e’ a poco piu’ di un’ora di distanza)”. Gli autobus in questo caso svolgono anche una funzione sostitutiva dei treni.

Per adesso, il “nuovo treno” Crotone – Milano arriva fino a Taranto ed è praticamente poco più di un interregionale camuffato da intercity. “…Siamo alle porte della stagione estiva e la Calabria è isolata. La Sa-Rc è chiusa e le strade alternative non sono adeguate. Inoltre il trasporto su ferro non esiste.”

Le proteste

“Voglio ricordare – dice il pendolare Euristeo – che circa 3 anni fa a Forlì si organizzava una particolare forma di protesta per portare a “gloriosi splendori” il collegamento del Sud Italia con il centro Nord; per chiedere il ripristino di alcuni treni, tra cui quelli a lunga percorrenza, come l’Intercity Milano–Crotone, simbolico ponte di unione sul territorio nazionale del Nord con il Sud del Paese – . La protesta, quanto mai singolare, ha visto la partecipazione di alcuni VIP del tessuto romagnolo e un gruppo di amici che “armati” di valigia di cartone, hanno occupato lo spiazzale della Ferrovia Forlivese e manifestato in modo creativo il disagio creato dalla soppressione del collegamento, raggiungendo l’attenzione dell’opinione pubblica, nonché, delle testate giornalistiche nazionali con il titolo di Ridatemi il treno và”.

In breve tempo i tantissimi cittadini disagiati, a causa dei disastrosi tagli dei treni a lunga percorrenza, si sono trasformati in cittadini organizzati; il comitato in questione dove vede l’adesione di Euristeo si chiama CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali). Tali proteste sono state appoggiate da un testimonial d’eccezione: Francesco Guccini con il singolare slogan (ideato dallo stesso Ceraolo) che in parte gli appartiene: “Ridateci – La locomotiva Perduta- Intercity Milano – Crotone” Euristeo Pendolare.

Se i collegamenti a lunga percorrenza sono un disastro, la situazione per i collegamenti a livello regionale e territoriale è anche peggio. “Carenze e disservizi nella linea ferroviaria jonica hanno indotto i pendolari della Sibaritide (Rossano, Sibari e Trebisacce), incoraggiati da Euristeo Ceraolo, alla protesta dell’Alto Jonio. Il 14 marzo 2014 con lo Slogan: “Ridateci il treno” presso la stazione ferroviaria di Trebisacce, cittadini, lavoratori e studenti a gran voce richiedevano il ripristino sia dei treni regionali sia di quelli a lunga percorrenza”.

Appello rivolto, dallo stesso Euristeo, con una lettera anche Sua Santità Papa Francesco in visita nella zona Sibaritide giugno 2014. “Caro Papa Francesco vorrei raccontarLe una delle tante storie di quella terra che Lei onora con la sua presenza: non solo siamo rimasti isolati dal resto d’Italia (vedi la soppressione dell’ Intercity Milano – Crotone e molti treni a lunga percorrenza) ma restiamo isolati anche nei paesi limitrofi come ad es. la tratta Rossano-Trebisacce e Mirto-Mandatoriccio-Cariati e così a continuare”.

“Con tale lettera – continua Euristeo – i Calabresi della fascia Jonica invocano un “Papa-Treno”; in alternativa, poiché anche il trasporto su gomma (sulla tratta che collega i paesi della Sibaritide) va in ferie per i mesi estivi si potrebbe invocare anche un Papa-Bus, ma… questo “sarebbe chiedere troppo”.

Nel proseguire la sua “mission” Ceraolo ha inviato appelli ai candidati governatore della Regione Calabria. “Salvate la ferrovia Jonica”. Ha incontrato la Camusso dove ha illustrato alla segretaria della Cgil la grave situazione in cui versano i pendolari calabresi. Inoltre ha denunciato lo smantellamento e declassamento di alcune tratte della ferrovia chiamato da RFI “Right Sizing” dove alcune stazioni subiranno la soppressione di un binario rimanendo a singolo binario. Le testimonianze e le denunce possono essere lette liberamente sul Gruppo facebook: “Ridatemi il treno Siamo tutti pendolari”. “Mi piace ricordare che l’iniziativa “Ridatemi il treno” ha visto la partecipazione di famosi personaggi quali lo storico gruppo musicale dei Collage, Rizzo Rolando autore e scrittore, il noto giornalista e conduttore televisivo Luca Telese, l’artista rossanese Renato Converso fondatore del teatro “La Corte dei Miracoli” di Milano, l’attore Moisè Curia del film “braccialetti Rossi, il cantautore Peppe Voltarelli, e via continuando”.

La battaglia del pendolare Euristeo è la battaglia di “tutti” e ha raggiunto l’attenzione di riviste e testate giornalistiche nazionali (Corriere, Espresso, Di Tutto) e internazionali, dalla Germania, Canada e Brasile.

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