Il Pd in Campania candida Giuseppe De Mita, nipote di Ciriaco

Giuseppe De Mita

C’è il nome di Giuseppe De Mita nelle liste dei candidati del Pd per le elezioni politiche del 4 marzo. E’ uno dei nomi usciti dalla direzione dem. Il partito di Renzi è sull’orlo del collasso con i sondaggi che lo danno in caduta libera. La rosa dei nomi ha spaccato ancora di più il partito.

Pd: la minoranza in rivolta

“Non c’è stata nessuna trattativa, i nomi li sentiamo solo ora” accusa Andrea Orlando. Dello stesso avviso Gianni Cuperlo e Michele Emiliano. La minoranza dem è in rivolta e non ha partecipato alla votazione. Anche se Orlando non usa toni accesi e chiarisce. “Il Pd deve vincere e combatterà qualunque sia la decisione presa. Ma riteniamo che il modo scelto non sia giusto”.

Si dice avvilito Matteo Renzi. “Questa è una delle esperienze peggiori, una delle esperienze più devastanti dal punto di vista personale. Il lavoro che abbiamo fatto sulle liste ci ha visto mettere il cuore e questo vuol dire conoscere l’amarezza per chi è rimasto fuori”.

Pd: i nomi della discordia

Matteo Renzi sarà candidato nell’uninominale di Firenze al Senato e in due listini plurinominali. In campo anche Lucia Annibali a Parma. Per Riccardo Nencini un collegio difficile come Arezzo. Benedetto Della Vedova sarà candidato a Prato. Gianni Cuperlo a Sassuolo, Gianni Pittella a Potenza. Spazio anche alle candidature di Beppe Fioroni, Cesare Damiano, Barbara Pollastrini, dati inizialmente per esclusi. C’è in campo anche l’ex Governatore lucano Vito De Filippo. Ma anche Stefano Ceccanti e Filippo Sensi, portavoce di Paolo Gentiloni. Il presidente del Consiglio a sua volta sarà candidato per la Camera nel collegio uninominale Roma 1 e in due listini proporzionali nelle Marche e in Sicilia.

Pd: le scelte in Campania

In Campania sarà candidato Giuseppe De Mita, il nipote di Ciriaco (il cui vero desiderio era tornare personalmente in Parlamento). Nella popolosa Regione meridionale sarà candidato anche Franco Alfieri, ex sindaco di Agropoli, finito nel calderone mediatico per avere suggerito di offrire “fritture” per la campagna elettorale per il referendum.

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