Conto corrente gratis: chi può accedere alle agevolazioni

conto corrente base

Il 2018 è un anno importante sotto molti aspetti. In Italia si vota per il rinnovo del Parlamento e sono tante le attese sul fronte economico. L’economia italiana è in lenta ripresa, ma la strada da percorrere è tutta in salita.

Per milioni di italiani risparmiare viene prima di investire. Non proprio tutti sono a conoscenza ad esempio dell’esistenza del conto corrente base, una versione più leggera del conto corrente classico. E’ stato introdotta dal 2011 e permette di eseguire le operazioni più semplici a condizioni convenienti. Per alcune categorie svantaggiate è totalmente gratuito. Il conto base è senza spese per i consumatori con Isee inferiore a 11.600 euro e i pensionati con assegni annuali non superiori ai 18 mila euro. Lo ha stabilito un decreto ministeriale sul quale il Consiglio di Stato ha di recente espresso parere positivo.

“Il decreto legislativo n. 37 del 2017 ha quindi stabilito – precisando normativamente quanto già definito dalla convenzione stipulata per quanto riguarda l’Italia tra ministero dell’economia, Banca d’Italia e associazioni rappresentative dei prestatori di servizi di pagamento – che il conto di base deve includere un minimo predefinito di operazioni annue con canone ‘ragionevole’ e ‘coerente con finalità di inclusione finanziaria‘, a cui si possono aggiungere altre operazioni con tariffe separate rispetto al canone annuale”. Il decreto – prosegue il Consiglio di Stato – individua “le fasce di clientela socialmente svantaggiate e i titolari di trattamenti pensionistici ai quali il conto di base è offerto senza spese nonché le condizioni e modalità per l’accesso ai conti di base gratuiti e le loro caratteristiche”.

Il decreto ministeriale individua le categorie svantaggiate che possono usufruire di un conto base gratuito. L’articolo 4 del decreto prevede che “il conto base venga offerto senza spese ai consumatori con Isee inferiore a euro 11.600” mentre l’articolo 5 stabilisce che “la gratuità delle spese – per quanto riguarda i consumatori pensionati – è limitata ai trattamenti pensionistici non superiori all’importo lordo annuo di euro 18.000”. Il Consiglio di Stato, esprimendo un parere favorevole, giudica il testo “complessivamente coerente con le prescrizioni normative da attuare”.

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