Il 28 ottobre esce “40 anni di musica ribelle” di Eugenio Finardi

Milano. “Ho l’età sufficiente per tirare dei bilanci e lo faccio con un lungo diario della vita del sognatore che ha la voglia di raccontare tutto, dalla famiglia alla politica, alla scienza, al passaggio dal 1976 all’arrivo del riflusso”. Ha iniziato così Eugenio Finardi alla presentazione dello speciale cofanetto di cd o vinili “40 anni di musica ribelle”, in pubblicazione venerdì 28 ottobre, che raccoglie i suoi primi cinque album in versione rimasterizzati. Finardi è stato un fiume in piena. “60 anni è l’età per realizzare i sogni – ha confidato – E succede che avvengono anche dei miracoli, piccoli, e uno è stato all’inizio dell’anno, a 40 anni dal primo album per l’etichetta Cramps: mi arrivarono due pacchi e, fra le altre cose, ci trovo fotografie e un 16 piste con i nastri originali di cinque album: una macchina del tempo che riporta a quei giorni fantastici, in cui un gruppo di ragazzi, giovanissimi, arroganti e con l’ingenuità spocchiosa, hanno inventato un modo di fare rock italiano”. Il cofanetto contiene gli storici album “Non gettate alcun oggetto dai finestrini” del 1975, “Sugo”, “Diesel”, “Blitz”, fino a “Roccando rollando” del 1979, disponibili anche singolarmente. “Abbiamo deciso di rimasterizzare questi dischi per fare copie elettroformate – ha spiegato – Ho passato una settimana commovente a lavorare questi materiali, sia per cd che per vinili: sono il mio tesoro, i miei gioielli di famiglia, con l’intuizione straordinaria di creare un dvd multitraccia, contenuto nel box cd, con i brani digitalizzati dai nastri multi pista di allora, non ritoccati o manipolati, per viaggiare indietro in quel 1976 e creare il proprio mix di alcuni brani”. Eugenio Finardi ha un ricordo indelebile del periodo passato alla Cramps. “Di quegli anni ricordo che Gianni Sassi della Cramps, alla morte di Demetrio Stratos, aveva perso la voglia della cucina creativa – ha rivelato – Non pagava, non prendevo una lira e, di comune accordo, mi vendette alla Polygram, oggi Universal”. Il musicista ha approfittato del quarantennale dal primo album per realizzare un grande sogno. “Questo è il mio ritorno al futuro – ha sostenuto – Sono andato a scavare tra bobine, suoni, canzoni, ricordi e ho ritrovato l’energia che vibra nelle ossa ed entra nella pelle. I master ritrovati erano inutilizzabili: bisognava cuocerli in un forno per poterli rileggere, digitalizzati, ne è venuta fuori una versione mixata, già perfetta, sono cominciati i ricordi perché non erano un trucco ma suonati così”. Eugenio Finardi sé lasciato andare a considerazioni sulla canzone “Musica ribelle”. “La canzone non è la traduzione del rock americano – ha svelato – Volevo fare un rock italiano, con le nostre radici, non radicata nel blues, con Vivaldi e Corelli nel cuore, musica barocca italiana, come Berlinguer voleva fare un comunismo italiano; infatti non c’è una chitarra elettrica, ma dei mandolini elettrici e Patrizio Fariselli che suonava il muflone sardo”. Il 4 novembre Eugenio Finardi terrà un concerto unico al teatro Dal Verme di Milano accompagnato da alcuni musicisti della band che hanno contribuito alla realizzazione dei suoi primi album, e non mancheranno ospiti ed amici.

Redazione

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