Monte Urano, mondo dell’arte in lutto morto Arnoldo Anibaldi

Appena due mesi fa era stato inserito tra i migliori cento scultori al mondo, dopo che i più grandi esperti del pianeta, lo avevano tributato nel corso del premio internazionale “Tiepolo Arte”.

Il maestro Jose Van Roy Dalì, gli aveva conferito il premio, selezionandolo tra un numero di personalità artistiche (100 su  800) provenienti da tutte le geografie. Era stato un premio alla carriera quello assegnato allo scultore monturanese, l’ultimo in ordine di tempo.

Nato nel 1942 a Monte Urano, Arnoldo Anibaldi comincia a viaggiare giovanissimo. Dopo il diploma, nel 1966 si trasferisce a Firenze dove si iscrive alla sezione scultura dell’Accademia di Belle Arti.

Forma insieme a Sandro Chia, Mario Agostini, Mario Daniele il gruppo sperimentale “L’Accademia” per accogliere nella pittura, nella scultura, nell’arte in genere, le nuove istanze.

Comincia a farsi conoscere già da studente nel 1967 con il “Monumento per l’alluvione di Firenze” e nel 1969 con il presepe per la chiesa di Santa Croce. Come professore insegna scultura, modellato, disegno, grafica, prima al liceo di Cassino nel 1970 poi in quello di Porto San Giorgio nel 1975, attivando tecniche e metodologie quali sintesi di esperienze che gli derivano anche dalla conoscenza della cultura classica.

Ad Orgosolo dipinge il suo primo murale. La sua prima importante affermazione è del 1975 quando espone nella sezione Nuova Generazione alla Quadriennale di Roma. Si classifica secondo al concorso internazionale Città di Marino. Partecipa all’Expo d’Arte di Bari e all’Arte Fiera di Bologna.

Importanti le sue esposizioni in Germania (Monaco), Spagna (Barcellona), al Festival di Spoleto, alla Galleria Mentana di Firenze.

9 su 10 da parte di 34 recensori Monte Urano, mondo dell’arte in lutto morto Arnoldo Anibaldi Monte Urano, mondo dell’arte in lutto morto Arnoldo Anibaldi ultima modifica: 2016-06-25T09:02:57+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn1

Lascia un commento