Quer 16 de ottobbre, il rastrellamento del Ghetto in romanesco alla Casa della Memoria

Le iniziative di ottobre alla Casa della Memoria e della Storia proseguono giovedì 15 alle 18 con la presentazione di “Quer 16 de ottobbre”, una raccolta di 70 sonetti di Alberto Ciarafoni che racconta in vernacolo romanesco la storia del rastrellamento degli Ebrei nel Ghetto di Roma il 16 ottobre del 1943.

“E c’era ‘na donnetta quella sera…” basta un verso e ci si trova nel mezzo della Storia, in quel momento, in quel luogo, con tutta l’emozione delle voci dei protagonisti: Celeste, che da Trastevere ha “passato ponte” per avvertire la gente del Ghetto e questi che si rifiutano di crederle; Letizia che per prima riconosce il trambusto degli stivali delle SS che salgono per le scale; il proprietario del bar che viene da Monte Savello e vede i camion che si avvicinano alla Piazza…e poi ma mano la tragedia che si compie sotto gli occhi attoniti e increduli di vecchi, donne, bambini; la vicenda del rastrellamento porta a porta, la mattina del 16 ottobre 1943, viene osservata con un puntuale sguardo critico e non senza quel tanto di ironia romanesca dall’Autore, cui non sfugge nessun particolare per rappresentare la situazione, con il ritmo serrato imposto dall’endecasillabo, ma senza mai cedere alla tentazione di un atto creativo che non sia strettamente legato alla memoria storica.

Ascoltando lo stesso Ciarafoni, geniale ideatore ed interprete, viene da chiedersi se i protagonisti delle composizioni poetiche abbiano davvero mai pronunciato quelle frasi. Un esempio di come dare ancora una voce a coloro che, dopo non molto, avrebbero perso ogni speranza di rimanere in vita.

Iniziativa a cura del Circolo Gianni Bosio.

9 su 10 da parte di 34 recensori Quer 16 de ottobbre, il rastrellamento del Ghetto in romanesco alla Casa della Memoria Quer 16 de ottobbre, il rastrellamento del Ghetto in romanesco alla Casa della Memoria ultima modifica: 2015-10-15T05:13:20+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento