Luca Barbareschi al teatro Eliseo

Finalista del Premio Pulitzer 2010, la piéce arriva in Italia in Prima nazionale martedì 29 settembre al Teatro Eliseo di Roma, grazie a Luca Barbareschi, produttore, regista e interprete.

 

IRAQ 2003. Baghdad è devastata dall’occupazione americana. La decisione di Bush di conquistare i territori di Saddam Hussein si concretizza con un’avanzata rapida e l’operazione si conclude con l’epurazione del vecchio regime. L’Iraq resta caratterizzato da scissioni tra gruppi e minoranze che sommate gli interessi economici dei paesi della coalizione hanno lasciato un paese in preda al conflitto.

 

RAJIV JOSEPH descrive l’orrore della guerra facendone stridere le assurdità, l’irragionevolezza e le contraddizioni in dialoghi serrati e scene di una crudeltà quasi grottesca, pulp. Due Marines di guardia alla gabbia della tigre del Bengala nello zoo di Baghdad presiedono la roccaforte a difesa dell’ultimo animale selvaggio  custodito nelle gabbie. I leoni e gli altri animali sono fuggiti e sono stati uccisi, come in un videogame. Anche la tigre viene uccisa a causa del suo insaziabile appetito che la rende vulnerabile e il suo spettro si aggira ironico, desideroso di comprendere il mondo, incarnando l’ombra di un’umanità pervasa da sentimenti contrastanti, tra intelligenza ed idiozia, crudeltà e pietà.

Il fantasma della tigre disquisisce, filosofeggia sull’istinto primordiale, sulla moralità degli atti degli uomini chiedendosi come si possa essere puniti da un Dio che ci ha creati predatori forse in un impulso sadico.

 

Portata al successo a Broadway dall’ultima grandiosa interpretazione di ROBIN WILLIAMS, La tigre del Bengala allo zoo di Baghdad spinge la percezione del dolore dello spettatore oltre il confine dell’ironia, con cinismo e senso del macabro.

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